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Maurizio Melani 14/03/2023 07:58
Concordo con quanto scritto da Rocco Cangelosi, rilevando tuttavia che l' attivita' diplomatica condotta ormai da un paio di anni da Iraq e Oman ospitando colloqui tra emissari sauditi e iraniani erano stati consentiti se non favoriti dagli americani che erano comunque costantemente informati di quel che accadeva. Su questo si e' poi abilmente inserita la Cina, fortemente interessata ad una stabilizzazione della regione per motivi di approvvigionamento energetico e di sviluppo dei corridori logistici tra lei e l'Europa ( Via della Seta), che ha poi condotto a termine l' operazione incassando un rilevante dividendo politico per la sua influenza nel Medio Oriente ed oltre. Appare strano che gli americani abbiano soltanto subito questi sviluppi. Sta di fatto che in questo momento il loro principale obbiettivo nell'area, che condividono con noi europei, con Israele, con i paesi arabi della regioni ed anche con la Cina e' impedire che l'Iran arrivi alla soglia dell'acquisizione dell'arma nucleare. Questo si puo' impedire o con un intervento militare preventivo le cui difficolta' e conseguenze certamente non sfuggono. Oppure con un ritorno al JCPOA dal quale Trump si era ritirato innescando il processo che ha favorito l' affermazione dei gruppi pi¨ ostili in Iran e il raggiungimento dei pericolosi livelli di arricchimento dell'uranio al quale l'Iran e' arrivato. L'accordo Iran-Arabia Saudita potrÓ probabilmente influire positivamente sul ristabilimento dell'accordo alle sole condizioni per noi possibili su cui hanno lavorato gli europei.
Un fatto positivo in questa direzione e' stata l'intesa di Teheran con il DG dell'AIEA sui controlli rimuovendo cosi un ostacolo che ha a lungo impedito il ristabilimento del JCPOA. La situazione interna iraniana e il peso delle sanzioni hanno molto probabilmente influito su quanto accaduto. A questo si dovrebbe accompagnare un rafforzamento degli accordi di Abramo oggi pero' fortemente ostacolato dai comportamenti dell'attuale governo israeliano. I paesi arabi della regione lo vorrebbero per tante regioni, incluso quello, malgrado l'accordo di Pechino, anzi forse proprio per questo, di bilanciare l'Iran. Ma a tale riguardo peseranno inevitabilmente gli sviluppi nella questione palestinese che l'attuale Governo israeliano, se reggera', non vuole affrontare a meno che non vi sia costretto dalle pressioni interne ed esterne.