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Ucraina, segnali contraddittori da Ramstein

La Germania esita a fornire i carri armati Leopard che potrebbero rafforzare troppo gli ucraini

Rocco Cangelosi 23/01/2023

Ucraina, segnali contraddittori da Ramstein Ucraina, segnali contraddittori da Ramstein Dall'incontro di  Ramstein sono emersi segnali contraddittori nella coalizione dei 53 paesi a sostegno dell'Ucraina. Il punto nodale è  rappresentato dalla fornitura  di carri armati Leopard, che potrebbero rappresentare una svolta per le sorti sul campo del conflitto.  La Germania esita. La Russia torna ad agitare lo spettro dell'uso delle armi nucleari  nel caso dovesse soccombere sul fronte delle armi convenzionali. Quel che è  certo è che ogni spiraglio per un eventuale negoziato per il momento  è  chiuso, tanto più  che gli obbiettivi  minimi perseguiti dalle due parti sembrano inconciliabili. La riconquista della Crimea, finora ritenuta un'opzione lontana sembra adesso rientrare pienamente nei piani di Kiev con l'appoggio  americano e tanto basta per indurre il Cremlino a ribadire la dottrina dell'uso delle armi nucleari a protezione  della integrità territoriale della Russia.
 
Le conclusioni  del vertice di Ramstein ci dicono che Nato e Paesi alleati non sembrano ancora pienamente convinti su quale sia la migliore strategia da seguire per porre fine al conflitto. Nell'ottica di Kiev e del blocco baltico sostenuto dalla Gran Bretagna, il momento sarebbe propizio per dare una spallata definitiva all'esercito russo, ricacciarlo dietro ai confini pre 24 febbraio 2022, affondare l'offensiva sulla Crimea e comunque prevenire la preannunciata offensiva russa di primavera. Ma il rischio dell'escalation è sempre dietro l'angolo e la fornitura di armi più offensive all'Ucraina condurrebbe a un  diretto coinvolgimento dei Paesi dell'Alleanza nella guerra. Ipotesi che Germania e Francia hanno finora cercato di scongiurare, nella consapevolezza che le conseguenze dell'allargamento del conflitto  si ripercuoterebbero soprattutto sul Continente europeo.
 
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