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La "Great Resignation" della premier Ardern (e non solo)

Una sola ragione: "Sono umana"

Domenico De Masi 20/01/2023

Jacinda Ardern Jacinda Ardern La 42enne premier neozelandese Jacinda Ardern, esponente del partito laburista, ha annunciato che lascerà l'incarico il prossimo 7 febbraio. Governava dal 26 ottobre 2017, quando aveva 37 anni. "Per essere primo ministro - ha detto commossa - ho dato tutta me stessa, ma è un ruolo che mi ha anche tolto molto... Lascio... Sono umana". Jacinda Ardern è la più illustre tra i milioni di persone che stanno dando vita in tutto il mondo alla Great Resignation. I numeri forniti dal Us Bureau of Labor Statistics hanno evidenziato che, alla fine del mese di marzo 2022, le posizioni vacanti erano 11milioni e 500mila e le dimissioni (quits) avevano raggiunto i 4,5 milioni, ossia il 3% della forza occupazionale complessiva. Un trend che viene da lontano e che la pandemia ha solo accelerato se si tiene conto che il fenomeno ha seguito un tasso medio di crescita annuo dello 0,10% già tra il 2009 e 2019. In tempi di disoccupazione allarmante, si lascia un lavoro - soprattutto se prestigioso come quello della Ardern - solo se gli svantaggi che esso comporta sono molto maggiori dei vantaggi. I vantaggi che possono derivare da un lavoro sono di ordine strumentale e/o espressivo. Vantaggi strumentali sono i soldi, i benefit e il potere. Vantaggi espressivi sono la socializzazione, l'amicizia, l'amore, la creatività, il gioco, la bellezza e la convivialità.
 
Nella società industriale dilagava l'analfabetismo; la vita era breve e le ore di lavoro equivalevano a metà delle ore di vita; prevaleva il lavoro operaio (nella Manchester di metà Ottocento gli operai rappresentavano il 94% di tutta la popolazione attiva) che, comportando fatica e abbrutimento, veniva svolto prevalentemente per soddisfare bisogni primari come sfamare se stessi e la propria famiglia. Oggi prevalgono i diplomati e i laureati; i lavoratori che svolgono attività di tipo intellettuale, che lavorano cioè con il cervello e non con i muscoli, rappresentano più del 70% di tutta la forza lavoro; la longevità è tale che le ore dedicate al lavoro (70.000) rappresentano appena un decimo delle ore complessive della nostra vita (700.000). Praticamente le "grandi dimissioni", che saranno sempre più numerose con il passaggio dalla società industriale a quella postindustriale, indicano nient'altro che un numero crescente di persone antepone i bisogni espressivi a quelli strumentali. Infatti Jacinda Ardern ha concluso il suo discorso guardando il compagno Clarke Gayford e la figlia Neve, seduti in prima fila, e dicendo loro: "A Neve, la mamma non vede l'ora di essere lì quando inizierai la scuola quest'anno. E a Clarke, sposiamoci".
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