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Il fattore Wagner nel conflitto ucraino

La vittoria dei mercenari russi a Soledar e i timori di Zelensky sulla tenuta degli alleati

Rocco Cangelosi 16/01/2023

Un soldato del gruppo mercenario Wagner Un soldato del gruppo mercenario Wagner La caduta della città di Soledar, nonostante le smentite di Kiev, segna dopo mesi di vittorie una prima importante battuta di arresto dell'esercito ucraino e una svolta per quanto riguarda la futura evoluzione del conflitto. Una  prima riflessione che si può trarre da quanto sta accadendo è che la situazione sul terreno è tutta da determinare e la guerra durerà finché le due parti non la riterranno più modificabile sul piano strategico-militare. C'è da attendersi di conseguenza nelle prossime settimane un ulteriore sforzo bellico da entrambe le parti per migliorare le rispettive posizioni in vista della definizione del fronte che potrebbe rappresentare la linea sulla base della quale congelare il conflitto e accettare una situazione di fatto, che potrebbe prolungarsi per anni come per le due Coree o per Cipro.
 
La seconda considerazione riguarda le dinamiche all'interno dei due schieramenti. Il gruppo Wagner, Putin volente o nolente, ha voluto intestarsi la conquista di Soledar attribuendo alla figura del capo del gruppo Prigozhin (l'oligarca definito "il cuoco di Putin") una potenziale legittimazione a succedere a Putin o comunque a contare sempre di più sulle scelte strategico-militari del Cremlino. Di qui il cambio di passo e i mutamenti ai vertici militari predisposti da Putin per arginare l'ascesa di un suo potenziale rivale.
 
Per converso, e questa è la terza riflessione da fare, Zelensky di fronte a una posizione di stallo sul terreno, teme un allentamento della tensione e la "war fatigue" tra i suoi alleati. Ne consegue una maggiore richiesta nella quantità e nella qualità degli armamenti in vista di quello che potrebbe essere in primavera lo scontro decisivo per le sorti dei territori illegalmente occupati da Mosca. Un ulteriore consolidamento delle posizioni russe porterebbe in effetti a una situazione di fatto inaccettabile per Kiev con inevitabili conseguenze sulla messa in causa delle responsabilità sulla condotta della guerra.
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