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Ucraina, speranze e dubbi sulla Conferenza di Parigi

Si punta a una tregua natalizia ma la strada resta impervia

Rocco Cangelosi 05/12/2022

Ucraina, speranze e dubbi sulla Conferenza di Parigi  Ucraina, speranze e dubbi sulla Conferenza di Parigi Il viaggio di Macron a Washington è stato salutato come un viatico verso la pace e molte speranze, corroborate dall'apertura di Biden a un dialogo con Putin, vengono riposte sulla Conferenza dei donatori che si terrà a Parigi il 13 dicembre. Nella realtà, tuttavia, le posizioni rimangono molto distanti e alle dichiarazioni di buona volontà si contrappongono tutta una serie di decisioni e prese di posizioni che per il momento rendono impervio il cammino verso la pace o quantomeno verso una tregua. Non aiutano le decisioni del vertice dei ministri degli esteri Nato del 29-30 novembre, che ribadiscono l'auspicio per un ingresso nell’ Alleanza di Georgia, Ucraina Moldova e affermano la necessità di rafforzare il fianco est della Nato dichiarando allo stesso tempo l'importanza strategica di Balcani e Mar Nero. Né facilitano il dialogo le proposte della Von der Leyen miranti a creare un tribunale internazionale per i crimini di guerra in Ucraina, né l'aumento di forniture militari all'Ucraina decise da vari Paesi, né infine la controversa decisione sul price cap del petrolio russo, la cui efficacia pratica lascia peraltro molto perplessi. Né tanto meno appare di buon auspicio la risposta di Putin a Biden che subordina l'apertura di un dialogo al riconoscimento dei territori annessi dalla Russia a seguito dei referendum farsa del settembre scorso.
 
In queste condizioni c'è poco da attendersi dalla Conferenza di Parigi. Non sarà una Conferenza della pace, ma dei Paesi donatori per dare sostegno all'Ucraina. Tuttavia, l'iniziativa di Macron potrebbe aprire qualche varco alla trattativa diplomatica restituendo all'Europa un minimo di capacità di manovra, finora venuta a mancare a seguito di un eccessivo appiattimento sulle posizioni Nato e americane. Il presidente francese ha infatti ottenuto con la sua visita a Washington un indubbio successo diplomatico con il riconoscimento da parte americana della sua leadership in Europa e il sostegno all’azione più volte perseguita dalla Francia volta ad aprire un canale di dialogo diretto con Putin. Bisognerà vedere adesso se Macron avrà la forza e il consenso necessario per mettere a frutto il capitale incassato, utilizzando la Conferenza di Parigi come piattaforma per una forte iniziativa diplomatica di pace a guida europea. E' auspicabile che quanto meno la Conferenza produca un’iniziativa per una tregua natalizia e l'attivazione di un Gruppo di contatto analogamente a quanto fu fatto per la crisi nei Balcani nel 1999.
 
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