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Il destino della guerra passa da Bali

L'incontro tra Biden e Xi Jinping dopo la riconquista ucraina di Kherson

Rocco Cangelosi 14/11/2022

Joe BIden e Xi Jinping in un incontro del 2017 Joe BIden e Xi Jinping in un incontro del 2017 Secondo molti commentatori la caduta di Kherson potrebbe aprire la strada a un cessate il fuoco, da cui avviare un negoziato di pace tra Russia e Ucraina. In effetti il fiume Dnepr segna potenzialmente la linea di congelamento delle attività militari e la divisione sul terreno dei territori occupati dalle truppe rispettive. Nell'ottica di Putin, accettare il cessate il fuoco potrebbe essere una prospettiva conveniente, dati i rovesci militari subiti dal suo esercito stremato e demoralizzato, che gli consentirebbe di negoziare il mantenimento della parte del Donbass controllata dai militari russi e la Crimea.
 
Ma potrebbe rappresentare anche un'utile battuta di arresto per far rifiatare le truppe e organizzare una controffensiva su larga scala in concomitanza con la stagione invernale, come chiedono i falchi del Cremlino. Dugin, il filosofo del regime ha condannato duramente il ripiegamento da Kherson considerandolo un grande disonore di cui i responsabili, "come l'uomo della pioggia", dovranno rendere conto. E  Medved ha rincarato la dose ammonendo che la Russia non ha ancora dispiegato tutto il suo potenziale bellico ed è pronta a reagire. Tutt'altra la posizione di Zelenski che forte delle vittorie ottenute dichiara di essere pronto a sedersi al tavolo solo quando le truppe russe si saranno ritirate da Donbass e Crimea.
 
In questo contesto bisognerà vedere quale ruolo giocheranno Usa e Cina, entrambe interessate per vari motivi a mettere fine al conflitto. L'occasione può essere il vertice G20 a Bali, dove si vedranno Biden e Xi Jinping. Non vi sarà invece Putin, ma ci sarà il suo ministro degli Esteri Lavrov. La vittoria democratica al Senato rafforza Biden e la sua politica di sostegno all'Ucraina e gli consente allo stesso tempo un ampio margine di manovra per definire i paletti di un percorso negoziale nel quale possano ritrovarsi le due parti in causa. Tuttavia, la pace sembra ancora lontana, condizionata in larga parte dall'atteggiamento dei falchi delle due parti.
 
Nel campo occidentale si sostiene da più parti che l'offensiva debba continuare almeno fino alla riconquista dell'intero Donbass. Più prudenti i militari americani che sostengono il cessate il fuoco. Da parte russa si continuano a ventilare ancora minacce anche se l'uso di armi nucleari tattiche sembra scongiurato dopo il fermo avvertimento formulato  da Cina e India. Non è stata invece ancora archiviata l'idea di una controffensiva su larga scala che potrebbe coinvolgere anche la Bielorussia. Salvo sorprese da Bali, bisognerà attendere ulteriori evoluzioni sul terreno per comprendere quale sarà il punto ottimale di caduta per le due parti per il cessate il fuoco.
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