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L'ultima trincea degli ayatollah

Una muraglia di sciarpe e le ragazze contro

Maria Grazia Enardu 30/09/2022

L'ultima trincea degli ayatollah L'ultima trincea degli ayatollah Nel 1979 l'ayatollah Khomeini arrivò in trionfo da Parigi e le donne vennero chiuse in neri chador, lunghi fino a terra. L'Iran non è un qualsiasi paese mussulmano, sono sciiti ("legittimisti") riguardo alla successione a Maometto. Persero una battaglia nel 680 e ci pensano ancora, contro gli altri, i sunniti. È inoltre un paese di storia e cultura forti, si sentono diversi, migliori, più bravi. Alto grado di istruzione, le donne in particolare, e fu una scelta consapevole, la repubblica islamica voleva una forza lavoro istruita e si rassegnò ad alcuni inconvenienti. Oltre 40 anni dopo, il regime è sempre lì, diviso e consolidato, la politica estera è complicata, l'economia delle sanzioni affonda, lo chador è sparito. Sostituito dal più vezzoso hijab, sciarpa anche colorata sui capelli, ben coperti. Ci sono stati momenti di speranza, partiti dalla piazza dove c'erano donne che facevano volar via il velo. Sui grandi numeri la vincono, al momento, poi c'è lo sgocciolio di arresti, sentenze, torture. Sono passate due generazioni, le antiche ribelli sono nonne, le ragazze si chiedono per quanto tempo ancora. Studiare, sognare, fine pena mai?
 
Pur con tutte le diversificazioni sociali e i gruppi di potere, il regime è in guerra con se stesso, in attesa del prossimo ayatollah. Khamenei (il secondo), è molto anziano. Tutto dipende dal Consiglio dei Guardiani, che screma i candidati alle politiche (le prossime, nel 2024) ed elegge la Guida Spirituale, piu’ la perenne guerra tra militari e guardie rivoluzionarie, dedite agli affari, armi, contrabbando, nucleare, traffici nel cuore del Medio Oriente. Le ragazze, in verità giovani donne, sono figlie e nipoti amate dagli uomini del sistema, ma sovversive. Crescono le loro bambine, ingabbiandole assai presto. Ogni tanto la polizia morale (sic) esagera e uccide, se va bene riempie le prigioni, che per le donne sono terribili. Ogni giorno, i veli si spostano di un filo, a scoprire ciocche politiche, qualcuna per la rabbia taglia i capelli. È il nostro muro di Berlino, dicono, se crolla il polverone sarà planetario. L'Iran è un grande paese, tutti vogliono entrare in partita, in una regione assai fragile. Loro, le ragazze vogliono una vita da ragazze, scuole, sport, amici.  E questo spiega la ferocia degli attacchi alle singole ribelli e a chi ne dà notizia. Il muro deve reggere, finché un giorno non reggerà più, ma lo capiremo solo il giorno dopo.
 
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