Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Quando la patria, cioè Putin, chiama

La fuga dei riservisti russi e le esperienze di Israele

Maria Grazia Enardu 27/09/2022

Quando la patria, cioè Putin, chiama  Quando la patria, cioè Putin, chiama La notizia che Putin ha ordinato il richiamo di 300mila riservisti ha provocato proteste, arresti, impennata dei prezzi dei biglietti aerei. Chi può fugge, verso i pochi paesi che permettono l'ingresso senza visto, mentre la Lettonia non accetterà russi che arrivino via terra. 300mila possono sembrare tanti ma sono pochissimi, carne da cannone per rimpiazzare quella già bruciata, ma senza figli di papà. I riservisti in verità servono a qualcosa solo quando l'intera macchina funziona, ma non è certo il caso dell'esercito russo di fronte a un avversario motivato e relativamente armato. L'Ucraina non è la Cecenia o la Siria, Putin e i suoi falchi si sono sbagliati.
 
I riservisti sono, per definizione, forza sopravvalutata. Uno guarda i numeri e si impressiona: X soldati + Y riservisti = trionfo. Assolutamente no. È vero che gli Usa hanno usato in guerre varie riservisti e guardie nazionali ma hanno una tecnologia e una logistica al top. E pure loro hanno avuto dispiaceri. Poi, quando si pensa ai riservisti il pensiero corre agli svizzeri, con un mitra sotto il letto di ogni adulto. Ma sono secoli che rimangono neutrali e i riservisti sono come il cartello "attenti al cane": forse c'è e forse no. L'esercito più esperto in materia è senza dubbio in Israele. Nel 1973, dopo l'attacco più o meno a sorpresa di Egitto e Siria, fu la disperata corsa dei riservisti verso i fronti a salvare il paese, i soldati regolari erano troppo pochi. Ma con due trattati di pace, Egitto 1979 e Giordania 1994, Israele non ha nemici di terra, salvo Hezbollah che infatti nel 2006 lo mise in serie difficolta per 34 giorni. Da anni, Israele ha strani problemi con chi, per legge, è tenuto a un mese di servizio ogni anno (ma in realtà, più rado), fino a 40 anni. Non si presentano, e questo è già incredibile. Oppure nicchiano, si fanno pregare, e poi le cose vanno maluccio. Alcuni settori specializzati vanno meglio o almeno così dicono, ma fanteria e corazzati mostrano falle. Solo il 17% degli ex soldati di leva sono definiti riservisti ma appena il 4% lo è davvero. Cioè i più poveri o motivati, addio al concetto di esercito di cittadini, mito dello stato. Inoltre, alcuni riservisti si considerano soldati ma non occupanti e non vogliono essere impiegati nei territori palestinesi, ma questo è tutt'altro discorso. In Russia, oggi, Putin è disperato e i russi pure, hanno aperto gli occhi: sarà una sciagurata lotteria, la prima e per niente.
 
Altre sull'argomento
Una nuova Norimberga per Putin?
Una nuova Norimberga per Putin?
Per ora scarse adesioni alla proposta della Von der Leyen
I leader e l'arte della pace
I leader e l'arte della pace
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Ucraina, speranze e dubbi sulla Conferenza di Parigi
Ucraina, speranze e dubbi sulla Conferenza di Parigi
Si punta a una tregua natalizia ma la strada resta impervia
Macron, Biden e l'Europa “plurale”
Macron, Biden e l'Europa “plurale”
Come è' andata la visita del Presidente francese in Usa
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.