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La spericolata iniziativa di Nancy a Taiwan

La visita della Pelosi a Taipei irrita la Cina

Rocco Cangelosi 03/08/2022

La spericolata iniziativa di Nancy a Taiwan La spericolata iniziativa di Nancy a Taiwan Nancy Pelosi è atterrata a Taipei, nonostante il parere contrario dell'Amministrazione Biden e le critiche espresse dalle più quotate testate americane e della stampa internazionale. Il New York Times definisce l'iniziativa della speaker della Camera "reckless", Ian Brenner la ritiene quanto meno imprudente e il FT analizza i concreti rischi di escalation e di guerra. In realtà il momento scelto da Nancy Pelosi per riaffermare la sua immagine di paladina dei diritti umani sembra il meno propizio e il meno opportuno dal punto di vista diplomatico. Gli avvertimenti di Pechino sono stati ripetuti al più alto  livello e lo stesso Xi Jinping nel suo colloquio telefonico con Biden ha messo in guardia gli Stati Uniti  a non giocare con il fuoco. Washington cerca di sminuire il valore della visita ricordando ai cinesi che nel passato analoghe iniziative avevano avuto luogo senza intaccare la linea della politica dell'ambiguità costruttiva su Taiwan finora seguita dagli Stati Uniti. Ma nonostante le ampie rassicurazioni fornite, il passaggio della Pelosi, la prima alta rappresentante del Congresso americano a recarsi a Taipei dopo la visita di Newt Gingrich del 1997, viene vissuta da Pechino come una grave provocazione. Né sembrano avere effetto su Pechino le minacciate reazioni da parte americana a eventuali atti ostili o ritorsioni dimostrative. Xi Jinping non potrebbe in nessun caso lasciar passare l'evento come se niente fosse, tanto più che si svolge alla vigilia del congresso del Partito comunista cinese che dovrebbe confermargli la fiducia per un ulteriore lungo mandato. Xi Jinping potrebbe anzi utilizzare questa occasione di confronto con l'America per nascondere alcuni insuccessi registrati nella lotta contro il Covid e nella politica economica. Per il momento Pechino ha definito la visita della Pelosi una grave violazione del principio accettato dagli Stati Uniti di una sola Cina e ha ribadito la volontà di riunificazione l'isola alla madre patria.
 
Biden da parte sua vede con grande preoccupazione il deterioramento dei rapporti con la Cina, mentre Usa e NATO sono impegnati a contenere l'avanzata russa in Ucraina. L'apertura di un nuovo fronte di crisi in estremo oriente salderebbe definitivamente l'alleanza russo-cinese mirante a una profonda revisione dell'ordine internazionale emerso dopo la Seconda guerra mondiale. Senza contare poi le ricadute in politica interna in vista delle prossime midterm elections che già secondo le più accreditate valutazioni si prospettano come una sonora sconfitta per il Partito Democratico. Allo stato in cui erano giunte le cose, una rinuncia della Pelosi alla sua visita a Taiwan, sarebbe stata interpretata, anche dal suo partito, come una capitolazione di fronte alle minacce cinesi. Biden si trova adesso a dover gestire una complessa situazione gravida di rischi e pericolose derive militari.
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