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Il bollente mercoledý di Boris e Liz

Il girotondo dei Tory a Londra

Maria Grazia Enardu 21/07/2022

Il bollente mercoledý di Boris e Liz Il bollente mercoledý di Boris e Liz Certo, non che a Roma le cose vadano meglio, ma a Londra corrono con una marcia in più verso l'ignoto. Johnson, buttato fuori perché troppo bugiardo e ingestibile, ha chiuso ai Comuni con una sbrodolona summa delle sue imprese ("Missione compiuta, per ora"), acclamata da tutti i Tory, in piedi. Solo Theresa May ha tenuto ferme le mani, ma le prudevano. Due ore dopo, l'annuncio dei due finalisti per il posto di leader e, ahimè, di primo ministro. Un algoritmo di voti, veti e conti da saldare. Sono Rishi Sunak, fino a giorni fa cancelliere, e Liz Truss, ministro degli Esteri. Eliminata all'ultimo passaggio Penny Mordaunt, cometa sconosciuta e brillante. Di Sunak si sa molto, come cancelliere ha cercato di tagliare e poi ha speso, tra covid e Brexit era in trappola. Ha una ricchissima moglie indiana che non paga tasse nel Regno. Lui è competente, il Regno un pò meno, se arriva in fondo sarà il karma dell'impero che non c'è più, thank God. Ma è favorita nei sondaggi la rivale Liz, con un passato pieno di svolte (genitori di sinistra, Lib-dem poi Tory, Remain poi Brexit), una durezza ostentata in elmetto su carro armato e sogni di grande riarmo, che i militari non vogliono. Promette di tagliare tante tasse subito, senza aumentare inflazione, e si prevedono schianti.
 
L'ultima parola spetta a 160mila (?) membri del partito. Bianchi, maschi (71%), età media 57 anni, di buon reddito nella parte più prospera del Regno. Hanno pagato la quota annuale di 25 £ (almeno 3 mesi fa o non possono votare) e il pensiero corre a cosa facevano i nostri partiti con le tessere, ma loro fanno in altro modo. I due finalisti passeranno agosto in giro, lo show dell'estate.  Chi non perde deve governare il partito con i suoi coltelli, il paese con i suoi traumi passati e futuri. E presentarsi alle elezioni massimo tra due anni, dopo 13 anni di Tory al potere. I laburisti dovrebbero approfittarne, i Lib-dem pure, sono in crescita, ma se non si alleano con patti di desistenza etc rischiano di lasciar vincere la balena Tory, spiaggiata ma invadente. I Tory stanno collassando in una palude di privilegi, favori, connivenze, onori. Dopo il Brexit e il covid la prossima crisi certa è l'ascesa al trono di Carlo II, che creerà marosi notevoli. Intanto, a settembre vedremo chi sarà primo ministro e l'uscita di scena di Boris, con botti finali. Ma lui non sparirà dietro le quinte e nemmeno su uno scranno ai Comuni. Perché Boris sniffa adrenalina e non lascerà mai.
 
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