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Orban, l'“agente all'Avana” di Putin

Blocca la Ue sullo stop alle importazioni russe di petrolio

Riccardo Illy 12/05/2022

Orban, l'“agente all'Avana” di Putin Orban, l'“agente all'Avana” di Putin È opinione diffusa fra gli economisti, come ho scritto la settimana scorsa, che l’unica sanzione efficace nei confronti della Russia per indurla al cessate il fuoco è l’embargo sui prodotti petroliferi. Impegnativo quello sul gas, che richiede la costruzione di nuove infrastrutture per consentire il ricorso a fornitori alternativi, più agevole quello sul petrolio. Pareva fatto l’accordo, che richiede l’unanimità, sullo stop all’importazione nella UE fra sei mesi, quando l’Ungheria si è messa di traverso. Il primo Ministro ungherese Orban ha dapprima tuonato affermando che per il suo paese sarebbe come una “bomba atomica”, poi ha iniziato a negoziare. Lunedì scorso la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen è andata a fargli visita per cercare di sbloccare l’ultimo voto in bilico ma evidentemente le sue offerte, in primis la proroga dell’entrata in vigore dell’embargo per l’Ungheria, non sono state sufficienti. Orban chiede anche ingenti aiuti finanziari per sostenere i costi a suo dire necessari per sostituire le forniture russe con quelle di altri paesi. È probabile che la situazione si sbloccherà nei prossimi giorni ma da questo ennesimo braccio di ferro il Premier ungherese uscirà rafforzato all’interno (ma ne aveva bisogno?), ma ulteriormente indebolito agli occhi degli altri partner dell’Unione, in particolare dei 12 che ne costituiscono il nucleo storico.
 
Orban si sta comportando da autocrate: ha imbavagliato la stampa di opposizione, ha asservito la magistratura al potere esecutivo e ha ritagliato i collegi elettorali (piccoli dove era sicuro di vincere, grandi dove rischiava di perdere) in modo da garantirsi la vittoria anche nel caso non avesse superato il 50% dei voti. Le simpatie per il dittatore russo, al quale si ispira, e le difficoltà che sta creando nell’attuazione di un pacchetto di sanzioni efficaci che inducano la Russia a cessare l’assedio dell’Ucraina stanno inducendo un clima di antipatia e avversione. Che l’Ungheria, una volta superata l’emergenza militare, sarà chiamata a pagare anche con sanzioni che la sua situazione economica non le permette. Orban farebbe bene a non tirare troppo la corda se non vuole trovarsi domani ai margini o addirittura fuori dalla UE.
 
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