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Putin non annuncia escalation

L'attesissimo discorso alla parata sulla piazza Rossa per la sconfitta del nazismo

Paolo Mazzanti 09/05/2022

Putin non annuncia escalation  Putin non annuncia escalation Putin ci ha deluso. Non ha annunciato alcuna escalation in Ucraina, non ha minacciato gli Usa e la Nato con la “guerra totale”, non ha evocato il ricatto nucleare, non si è neppure vantato dei nuovi missili ipersonici che potrebbero colpire l’Occidente. In un discorsetto di 15 minuti intriso di orgoglio e vittimismo ha ripetuto il copione già recitato alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina: avevamo proposto un nuovo sistema di sicurezza (con l’uscita di Polonia e Romania dalla Nato), ma l’Occidente ha rifiutato il dialogo perché stava preparando i piani per invaderci dopo averci accerchiato. Per questo abbiamo dovuto sferrare un “colpo preventivo” per difendere la nostra sicurezza, la nostra storia e i nostri valori contro la minaccia dell’Occidente degradato e i neonazisti di Kiev. Ha semmai ammesso le difficoltà sul terreno, citando le vittime, i feriti e i medici dell’“operazione militare speciale” in Ucraina (quasi mai nominata perché per lui non esiste come nazione) e in Donbass (molto citato come vittima dei nuovi neonazisti). Putin non ha neppure annunciato i suoi obbiettivi militari, perché forse non li sa neppure lui. Si è tenuto le mani libere. Il che è un bene, perché non c’è l’escalation prevista dagli analisti. Ma anche un male, perché lo stallo continua e non si vedono vie d’uscite alla guerra.
 
Nessuna novità neppure dal vertice del G7 in videoconferenza di ieri pomeriggio con Zelensky. Ribadito il sostegno militare ed economico a Kiev “fino al ritiro dell’esercito russo dal territorio ucraino”. Zelensky non ha neppure ripetuto la disponibilità a trattare sulla Crimea, dopo lo stop del segretario generale della Nato Stoltenberg. Nel primo pomeriggio parleranno al Parlamento europeo, per la Giornata dell’Europa, Macron, presidente di turno della Ue, Von der Leyen e Metsola. Illustreranno le prime conclusioni della Conferenza per la riforma Ue con le 49 proposte della consultazione popolare, tra cui il superamento del meccanismo dell’unanimità. Ma difficilmente potranno aggiungere qualcosa sul conflitto ucraino. Insomma: la guerra continua.
 
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