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Morire per Kiev?

Sale la tensione tra Usa, Nato e Mosca al confine orientale: oggi il summit virtuale Biden-Putin

Rocco Cangelosi 07/12/2021

 Morire per Kiev? Morire per Kiev?  
Fino a che punto è  disposta  la Nato a rispondere con le armi a un’ eventuale invasione dell'Ucraina da parte russa? E’ la  la questione che gli analisti si pongono dopo le infuocate  dichiarazioni stampa rilasciate da Blinken e Lavrov, al termine del loro incontro a Stoccolma a margine dell'OSCE.
Se infatti Lavrov parla di scenario da incubo e minaccia interventi militari  contro il governo di Kiev in aiuto del Donbass, Blinken si limita a dichiarare che se  Mosca dovesse scegliere la via dell'escalation militare, gli Stati Uniti e gli alleati sono pronti a imporre costi significativi sul piano economico. Appare sempre più  evidente che tra le due superpotenze si è  aperto il confronto della deterrenza e che ciascuna di esse cerca di testare il punto di resistenza dell'altra. Molto più  determinata sembra la Russia, preoccupata di una estensione della capacità  offensiva della Nato ai suoi confini dopo il dispiegamento di missili a medio raggio in Polonia e Romania. Secondo Lavrov l'architettura della stabilità strategica si sta rapidamente erodendo con l' irresponsabile  avvicinamento delle infrastrutture  militari  dell'Alleanza atlantica ai confini della Russia. Una dura nota del Ministero degli Esteri russo  pubblicata dopo l'incontro di Stoccolma ribadisce  che ignorare le legittime preoccupazioni della Russia e trascinare l'Ucraina nei giochi geopolitici degli Stati Uniti sullo sfondo del dispiegamento delle forze della Nato nelle immediate vicinanze dei confini russi "avrà le conseguenze più gravi e costringerà Mosca a prendere misure di ritorsione per rettificare l'equilibrio militare e strategico".
 
Appare sempre più  evidente che l'incontro tra Biden e Putin del giugno scorso non ha chiarito quale siano le  “linee rosse” attorno alle quali costruire un equilibrio strategico. Al contrario sembrano insorti malintesi ed equivoci che rischiano di far precipitare la situazione. Mosca in effetti  considera l'Ucraina appartenente alla sua zona di influenza e non e' disposta ad accettare in alcun modo  un 'ulteriore  estensione ad est  della zona protetta dalla Nato, che avrebbe già  abbondantemente  violato le tacite intese intercorse al momento della caduta dell'URSS includendo nell'Alleanza i Paesi baltici, Romania e Bulgaria. Un chiarimento diplomatico si impone pertanto al più presto prima che la situazione  sfugga di mano. Ne sono consapevoli Biden e Putin che hanno fissato in tutta fretta un nuovo vertice per oggi pomeriggio alle 18 ora di Mosca (le nostre 16) in videoconferenza. In questo contesto ancora una volta appare sempre più  marginale il ruolo dell'Ue, che rischia di essere la più  penalizzata dal confronto tra le due superpotenze, non disponendo di una politica estera e di difesa adeguata alle sfide che si prospettano all'orizzonte ai suoi confini orientali.
 
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