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Mosca all'offensiva ai confini orientali

Nato in allarme per i timori di colpo di stato a Kiev

Rocco Cangelosi 29/11/2021

Vladimir Putin Vladimir Putin Sale la tensione ai confini orientali dell'Europa. I russi ammassano truppe alla frontiera con l'Ucraina, mentre il presidente Zelensky dichiara di aver sventato un colpo di stato che avrebbe dovuto aver luogo, con la regia di Mosca, i primi giorni di dicembre. Ma non basta. La Russia invia paracadutisti in Bielorussia, nel pieno della tensione tra Minsk e l'Ue per la crisi dei migranti al confine con la Polonia. Nel contempo, Putin non esita a usare l'arma di ricatto delle forniture del gas che giungono in Europa attraverso la Bielorussia e attraverso il Nord stream. Quanto basta per mettere in allarme la Nato e indurre Stoltenberg a intimare dalla Lituania insieme alla Von del Leyen, un forte avvertimento a Mosca, prima dell'incontro di martedì e mercoledì, nella vicina Lettonia, dei ministri degli Esteri dei Paesi Nato, a cui parteciperà anche il Segretario di Stato americano Antony Blinken, per discutere sulla situazione al confine russo-ucraino.
 
Sembra infatti delinearsi uno scenario costruito da Mosca per testare la reattività di Nato e Ue in vista di una ripresa dei combattimenti nel Donbass con la possibilità di estendere il conflitto e mettere in difficoltà le forze ucraine e il presidente Zelensky al fine di provocare un cambio di Governo. Evidentemente l'incontro di Ginevra tra Biden e Putin del giugno scorso non è servito a definire chiaramente le linee rosse insuperabili da una parte e dall'altra e ha aperto la strada a gravi equivoci. Se infatti Putin dovesse aver percepito nel colloquio con il presidente americano che la maggiore preoccupazione di Washington è nell'Indo-Pacifico, sarebbe verosimile ritenere che la Russia sia tentata a forzare la situazione, in un momento in cui i due principali Paesi europei sono l'uno alle prese con la formazione del nuovo governo e l'altro in piena campagna elettorale. Si ripropone in tal modo il problema della capacità europea di assicurare la difesa delle proprie frontiere di fronte a un interesse decrescente dell'America (Trump o Biden alla Presidenza), che ritiene che gli Stati europei debbano farsi carico del confronto con la Russia e della tutela dei confini orientali, facendo sempre più affidamento sui propri mezzi e sulle proprie forze.
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