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Alta tensione su Taiwan dopo l'accordo Aukus

La Cina non vuole interferenze in una questione che ritiene “interna”; gli Usa devono rassicurare gli alleati nell'area

Rocco Cangelosi 12/10/2021

Alta tensione su Taiwan dopo l'accordo Aukus Alta tensione su Taiwan dopo l'accordo Aukus Si carica di tensione il vertice annunciato, ma non ancora fissato, tra Biden e Xi Jinping alla luce delle recenti provocazioni di Pechino nei confronti di Taiwan, con numerosi sorvoli effettuati sull'isola da parte di caccia cinesi. Il presidente americano si ripropone di fissare alcune “linee rosse“ con Pechino come ha cercato di fare nel suo incontro con Putin nel giugno scorso. Si troverà però di fronte un interlocutore che continua a ribadire come prioritario l'obiettivo della riunificazione dell'isola di Formosa con la madre patria. Nel suo discorso in occasione del 110 anniversario della Rivoluzione, un giorno prima della festa nazionale di Taiwan, Xi Jinping ha dichiarato tra l'altro che intende perseguire la riunificazione in via pacifica ricorrendo al modello "uno stato, due sistemi" come per Hong Kong, ma ammonendo nello stesso tempo che la Cina non tollererà interferenze in una "questione interna" e si opporrà  a chiunque intenda mettere a repentaglio la sua sovranità. Una presa di posizione che in qualche modo vuole rappresentare una risposta all'accordo Aukus, considerata da Pechino un'alleanza nata per contenere le rivendicazioni cinesi su Taiwan e più in generale le sue aspirazioni egemoniche nella regione indo-pacifica.
 
Gli Stati Uniti, da parte loro, si giocano la credibilità in un'area divenuta centrale per la propria sicurezza e hanno bisogno di fissare alcuni paletti nei confronti della Cina per dare fiducia agli alleati nella regione e riaffermare la loro influenza. Pechino a sua volta ha fatto di Taiwan una questione di orgoglio nazionale che mette in gioco la credibilità dello stesso Xi Jinping. Le provocazioni cinesi verso Taiwan e nel mare cinese meridionale continueranno pertanto con regolarità per testare la portata dell'impegno americano. Le decisioni di Pechino dipenderanno infatti dal livello della deterrenza che gli Stati Uniti e i loro alleati sapranno mettere in atto nei confronti della Cina, che non esisterebbe a ricorrere eventualmente anche a interventi militari, giustificati magari come risposta agli appelli rivolti alla madre patria dai cinesi di Taiwan, ove dovesse percepire esitazioni nella volontà di andare fino in fondo nella difesa dell'isola.
 
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