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Dalla Polonia sfida “esistenziale“ alla Ue

La sentenza contro la supremazia del diritto comunitario rischia di minare le fondamenta dell'Unione

Rocco Cangelosi 11/10/2021

Dalla Polonia sfida “esistenziale“ alla Ue Dalla Polonia sfida “esistenziale“ alla Ue Il successo o l'insuccesso  della Conferenza sul futuro dell'Europa, sulla quale gli euroentusiasti fondano le loro speranze, dipenderà dalla risposta che verrà  data dalla Ue alla sfida lanciata dalla Corte Costituzionale  polacca. Mai come questa volta la legittimità dell' Ue è  messa in discussione da una sentenza, che riafferma senza mezzi termini il primato del diritto nazionale su quello europeo e dichiara che alcune norme dei Trattati sono incompatibili con la Costituzione polacca. La presidente della Corte  Costituzionale  polacca Julya Przylebska ha commentato  con queste inusuali e gravi parole la sentenza  emessa sotto la sua direzione: "Il tentativo della Cgue di interferire nel sistema giudiziario polacco mette in discussione i principi dello stato di diritto, il primato della Costituzione polacca, nonché il principio di salvaguardia della sovranità nel processo di integrazione europea” Problemi di costituzionalità  si erano posti anche nel passato con altri Paesi, in particolare la Germania. Ma ogni volta che si  trattava di stabilire il primato del diritto comunitario, la Corte di Karlsruhe aveva finito per rimettere  la decisione finale alle valutazioni della Corte di Lussemburgo. La posizione della Corte polocca, chiaramente asservita al potere  politico, ha dato la stura alle destre e ai sovranisti di tutta Europa, Orban e Le Pen in testa, che rivendicano il primato del diritto nazionale su quello comunitario. Una posizione estremamente  pericolosa che mette a rischio le basi e i principi stessi sui quali si fonda l'Ue. Ne' sembra esserci nel Consiglio la maggioranza dei quattro quinti per far scattare le sanzioni previste dall'art 7 del Trattato di Lisbona.
 
Ma l'Ue deve superare anche un' altra criticità che si profila all'orizzonte . Al grave vulnus inferto dalla Corte  polacca si aggiunge  il problema posto da 12 paesi membri che chiedono di costruire muri per impedire l'arrivo dei rifugiati. Si  tratta di un segnale preoccupante, che apre un nuovo  confronto tra i sostenitori dell'Europa fortezza contro l'Europa del diritto e dell'accoglienza, l'Europa delle libertà contro l'Europa degli egoismi nazionalistici. In una condizione di cosi' poca chiarezza, pensare di lanciare una modifica dei Trattati per dare maggiori deleghe di sovranità  agli organi comunitari e per superare il diritto di veto appare del tutto  illusurio, tanto più  che alcuni Paesi membri guidati dell'Austria sostengono il ritorno di molte competenze dalla sfera comunitaria a quella nazionale.
TAG: uepolonia
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