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Tunisia, svolta storica o operazione cosmetica?

La nomina di una donna (geologa) a Primo Ministro

Rocco Cangelosi 04/10/2021

Tunisia, svolta storica o operazione cosmetica? Tunisia, svolta storica o operazione cosmetica? La decisione a sorpresa del Presidente tunisino Kais Saied di incaricare la geologa Naja Bouden Romdhan di formare un nuovo esecutivo, prima donna in Tunisia e nel mondo arabo, ha suscitato vivo scalpore ed interesse, ma allo stesso tempo è stata letta come una manovra diversiva per distogliere, con un abile "maquillage" politico, l'attenzione dalla deriva autoritaria verso la quale sembra avviarsi la Tunisia. In realtà, l'incarico è stato conferito pochi giorni dopo l'emanazione del decreto che conferma la sospensione dell'attività del Parlamento e delle immunità parlamentari, accentrando nella persona del Presidente pressoché tutti i poteri costituzionali. Una decisione che aveva suscitato una massiccia manifestazione di protesta svoltasi nelle strade della capitale la scorsa settimana.
 
Angela Merkel, nel congratularsi per la scelta di una donna alla guida dell'esecutivo si è fatta interprete del sentimento prevalente nei Paesi UE, invitando Kais Saied a un rapido ritorno alla normalità democratica. Tuttavia le pressioni esercitate sul Presidente tunisino sembrano avere scarsa influenza, nonostante la situazione anomala che si va profilando. In effetti se la Presidente incaricata Naja Bouden riuscirà a varare un esecutivo, a chi risponderà con il Parlamento chiuso, se non al Presidente Saied che l'ha nominata? In realtà Kais Saied ha intenzione di dar vita a un governo tecnico che gestisca la transizione verso una Repubblica di tipo Presidenziale introducendo le opportune modifiche costituzionali, ivi comprese le norme relative a una nuova legge elettorale. "Vaste programme" si dirà, che rischia tuttavia di protrarre a lungo la situazione di incertezza politica e giuridica attuale, con tutte le incognite che possono derivare dalla presenza di un ancor forte partito islamista, (nonostante le dimissioni a valanga in questi giorni di molti parlamentari di Ennhada) praticamente messo fuori legge alla stregua del partito dei Fratelli musulmani di Morsi in Egitto.
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