Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Biden e il Congresso

I nemici e i cosiddetti amici

Maria Grazia Enardu 01/10/2021

Biden e il Congresso Biden e il Congresso I democratici hanno alla Camera una maggioranza di pochi voti e al Senato perfetta parità, 50 contro 50, che può essere risolta dal voto della vicepresidente Harris. Ma il Senato ha strane norme e tradizioni e per vivere tranquilli occorrono 60 irraggiungibili voti (anche per altri presidenti).  Biden ha passato 40 anni al Senato, ma questo è irriducibile. Il presidente è riuscito per un pelo a far approvare finanziamenti per agenzie federali e a evitare lo shutdown federale. Bravo, ma dura solo fino al 3 dicembre, poi da capo. L'ultimo memorabile shutdown è stato contro Trump nel gennaio 2019: 35 giorni, 800mila dipendenti federali in ferie o senza paga. Motivo: il disaccordo sul muro anti-immigrati, dogma della visione trumpiana.
 
Il grande disegno di Biden ha due pilastri: infrastrutture per 1000 milioni di dollari, per ricostruire strade e ponti dissestati;  spese sociali e sul clima per 3500 mln (infrastrutture umane, dicono). La seconda voce fa inorridire i repubblicani e non unisce diversi democratici ma oggi il punto sono le infrastrutture vere, passate al Senato 60 a 40 (molti repubblicani vogliono evitare disastri in casa) e in pericolo alla Camera, dentro il maggioritario gruppo democratico. La Speaker Nancy Pelosi non ha trovato l'accordo tra i suoi e ha rinviato il voto. La Camera è sempre in campagna elettorale, il mandato dura due soli anni, i deputati dem si dividono tra "progressisti", per definizione impazienti di cogliere l'attimo fuggente, e "moderati", fiscalmente prudenti o con elettorato che può votare repubblicano. Le due fazioni sono aspramente divise e i progressisti voteranno le infrastrutture solo se otterranno garanzie sul resto, sui 3500 di spese sociali. Che però comportano tasse serie (specie per i ricchi, come diceva un elegante vestito sfoggiato al Metropolitan Gala), e né Pelosi né  Biden possono promettere in buona fede. Sono giorni di frenetiche trattative tra i democratici, sia alla Camera sia in parallelo con i due senatori dem che recalcitrano sullo spesone principale. Sulla carta, i democratici controllano tutto o quasi, nelle proprie trincee, no.
 
Altre sull'argomento
Lo scontro Ue-Polonia richiede fermezza
Lo scontro Ue-Polonia richiede fermezza
A cominciare da ritorsioni economiche, ma Varsavia non lascerà l'Unione
Alta tensione su Taiwan dopo l'accordo Aukus
Alta tensione su Taiwan dopo l'accordo Aukus
La Cina non vuole interferenze in una questione che ritiene “interna”; ...
 Se ne sono andati pure i soldi
Se ne sono andati pure i soldi
Il governo dei talebani cerca entrate
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Occhi puntati sulle elezioni amministrative
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.