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Che accadrà in Germania?

Se Scholz diventerà cancelliere potrebbe allentare l'austerità e spingere investimenti e salari

Stefano Micossi 20/09/2021

Che accadrà in Germania? Che accadrà in Germania? Che succederà nelle elezioni politiche tedesche previste tra pochi giorni? E’ la domanda da un milione di dollari che travaglia tutta Europa, perché l’unica cosa sicura è che dopo non ci sarà più Angela Merkel alla cancelleria, e bene o male la signora Merkel ha dato la direzione per il suo paese e l’Europa intera negli ultimi 16 anni.  Per gli italiani, la questione si riduce al Patto di Stabilità e Crescita: vorrà il nuovo cancelliere allentare le rigide regole che ci hanno governato da Bruxelles fino ad ora, accettando più elevati disavanzi italiani? È per molti versi una questione superflua. Il socialdemocratico Scholz, possibile vincitore, non toccherà il ‘freno al debito’ che dal 2016 limita il disavanzo allo 0,35 del Pil, neanche in una possibile coalizione con i Verdi (e chi altro?) - perché quel vincolo trova ampio sostegno nell’opinione pubblica. Piuttosto, poiché tutti chiedono un forte aumento degli investimenti pubblici, è probabile che si ricorra alla creazione di un fondo fuori bilancio per gli investimenti, che è pur sempre una buona notizia perché vuol dire espansione della domanda interna.
 
Una questione collegata è: che succederà alla dinamica salariale, dopo due decenni di compressione, soprattutto nel settore dei servizi privati? Può darsi che l’avvento di una coalizione spostata ‘a sinistra’ lasci più spazio per aumenti salariali più rapidi di quelli dei paesi partner dell’eurozona. Anche questa sarebbe una buona notizia, perché aiuterebbe a comprimere gli avanzi eccessivi e il deprezzamento del cambio reale dei prodotti tedeschi. Nel complesso, possiamo aspettarci una Germania meno austera, ma questo non eliminerà l’esigenza di contenere la spesa pubblica improduttiva e rafforzare la competitività dell’economia in casa nostra.  
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