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Stato dell'Unione con poca strategia

Il discorso della Von der Leyen con alcune significative omissioni

Rocco Cangelosi 15/09/2021

Stato dell'Unione con poca strategia Stato dell'Unione con poca strategia Un discorso quasi scontato quello pronunciato poche ore fa dalla Presidente Von dar Leyen sullo stato dell'Unione(europea). L'emergenza Covid e i vaccini, i primi stanziamenti sul Recovery fund e gli obiettivi per il futuro. Ma anche il rispetto dello stato di diritto, senza dimenticare le grandi emergenze internazionali, a partire dall'Afghanistan. Con toni compiaciuti, la Presidente ha sottolineato i risultati i positivi raggiunti con il piano di vaccinazione e la ripresa economica che ha consentito alle economie di19 paesi dell'Unione di tornare ai livelli pre-Covid. Manca però  nel discorso della Von derLeyen, il respiro politico in grado di far comprendere i mutamenti geopolitici che stanno sconvolgendo gli equilibri internazionali e di fronte ai quali l'Europa si trova smarrita e impreparata. Le affermazioni  di buona volontà sulla difesa europea suonano come un ritornello stantio senza lasciare intravedere per il momento alcun elemento concreto di evoluzione. Altrettanto per le migrazioni dove ancora una volta Von der Leyen riafferma la necessità di una politica migratoria comune, finora contraddetta dai fatti e dagli atteggiamenti restrittivi di vari Paesi.
Analogamente complesso si annuncia il cammino per modificare il patto di stabilità, che non solo i Paesi frugali , ma anche molti esponenti  politici tedeschi  di spicco della CDU impegnati nella campagna elettorale  dichiarano di voler frenare. L'Unione nelle parole diVon der Leyen è apparsa ripiegata su se stessa,concentrata a contemplare i successi raggiunti con il piano vaccinale e le prospettive che si aprono con il Next Generation EU, senza fare riferimento  ai pesanti costi sociali che imporra' ad esempio la transizione ecologica, di cui il caro bollette energia è  solo un primo assaggio. D'altra parte questa è la situazione  dell'Europa attuale   e probabilmente la Von dar Leyen  non poteva dire di più in attesa che venga completato il ciclo delle elezioni in Francia e Germania e si definisca una nuova leadership europea  dopo la partenza di Angela Merkel. Stupisce tuttavia l'assenza nel discorso sullo Stato dell'Unione di qualsiasi accenno alla Conferenza sull'Europa e alle modifiche dei Trattati che sarebbero necessarie per imprimere una svolta all'UE  a cominciare dal processo decisionale.
 
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