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11 settembre, ieri, oggi, domani

Commemorazione senza memoria

Maria Grazia Enardu 10/09/2021

11 settembre, ieri, oggi, domani 11 settembre, ieri, oggi, domani Di quel martedì ricordiamo dove eravamo e, se adulti, come era il mondo prima delle Torri distrutte. C'era un filo che si dipanava dall'appoggio di Reagan ai pittoreschi guerrieri che dal 1979 combattevano in Afganistan contro l'Urss di Brezhnev, con pachistani, sauditi e non solo che mestavano nel calderone di etnie e monti inaccessibili. Bush senior punì Saddam nel 1991 per l'invasione del Kuwait, e la rabbia per la presenza di truppe "infedeli" nella terra di Maometto portò bin Laden a progettare l'11 settembre. Era al Qaeda, con piloti sauditi, e dietro si intravedevano le crepe di quella monarchia. Bush junior invece di fare chiarezza sul verminaio delle connivenze tra sauditi e americani (affari, amicizie, inerzie) decise di vendicarsi distruggendo l'Iraq, che non c'entrava nulla, per esportarvi la democrazia, disse, ma è nata l'Isis. E di invadere l'Afganistan, pura follia. Per paura e iattanza hanno sfidato la storia e il buonsenso.
 
Tra cime e valli, li aspettavano i fratelli minori dei guerrieri di prima, "studenti" in perenne stage di guerra, sul proprio terreno, mentre Usa e Nato creavano strutture costose, inutili e soprattutto inesistenti, come l'esercito afgano. In Afganistan guerra e corruzione totale, in Usa il Patriot Act (ottobre 2001, a botta calda), una legge antiterrorismo basata sulla sorveglianza elettronica e non solo, necessaria nello spirito e liberticida nella forma, ufficialmente decaduta nel dicembre 2020 - ma non in tutti i suoi infiniti rami.
 
L'11 settembre ha cambiato l'America e il mondo, chi è cresciuto dopo non lo sa. Bin Laden era stato chirurgico, sicuro che il toro ferito si sarebbe fatto male da solo. È stato ucciso nel 2011 in Pakistan (da Obama), ma al Qaeda sopravvive e i talebani hanno continuato la guerra contro l'invasore occidentale, alieno. Oggi gli Usa sono più deboli, impauriti, divisi. In agosto Biden ha deciso di uscire subito, lo voleva il paese esausto e lo voleva lui, prima dell’accorato discorso di domani. Biden era in Senato dal 1973, ha visto tutto, è uno dei rari americani davvero informato. Purtroppo non basta sapere, bisogna anche immaginare, ad esempio la commemorazione del 2051, tra 30 lunghi anni che cominciano ora. Ma il potere non ha mai immaginazione, perché non sarebbe potere.
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