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Si a Green pass e obbligo vaccinale

La libertÓ personale non pu˛ mettere a rischio la salute collettiva

Riccardo Illy 08/09/2021

 Si a Green pass e obbligo vaccinale Si a Green pass e obbligo vaccinale Le persone più autorevoli in Italia, dal Papa ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio, si sono spese a favore del vaccino anti Covid-19. Un virus che ha provocato una pandemia seconda solo alla “spagnola” e una crisi economica seconda solo alla grande depressione; entrambi accadimenti di circa un secolo fa. Nonostante la curva dei contagi, pur nel favorevole periodo estivo, non si pieghi e incurante dei più di 50 decessi giornalieri per Covid-19, c’è ancora chi pretende di opporsi al green-pass ritenendolo una “limitazione della libertà individuale”. Ma quando la libertà individuale mette a rischio quella, anzi potenzialmente la vita, degli altri (per esempio di coloro che non possono essere vaccinati) allora questa libertà deve passare in secondo piano. Gli interessi collettivi, vita e salute in primis, debbono prevalere. Anche perché la sicurezza (l’efficacia non è messa in discussione) dei vaccini è testimoniata da centinaia di milioni di dosi inoculate in un arco temporale di tre trimestri. Ben venga quindi l’obbligo di green-pass esteso progressivamente a tutti i luoghi nei quali gruppi di persone permangono a lungo; siano essi di lavoro, di diletto o altro. È chiaro che il green-pass, il cui rilascio è ottenibile con validità limitata nel tempo anche con il tampone, costituisce un incentivo a vaccinarsi proprio per evitare il ripetuto fastidio (e costo) del tampone.
 
Ma dalle notizie che ci arrivano da altri paesi come Israele è ormai chiaro che si dovrà arrivare all’obbligo vaccinale anti Covid-19, esteso al mondo intero. Perché solo l’immunità di gregge globale ci metterà al riparo dallo sviluppo di ulteriori varianti del virus potenzialmente ancor più pericolose e non arginabili dai vaccini esistenti. Nella storia dell’umanità troviamo già diversi vaccini obbligatori: quello per il vaiolo del 1888, la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991). C’è ampia letteratura in materia! Qualcuno si chiederà perché non introdurre l’obbligo da subito. Anzitutto per adottare provvedimenti progressivi, evitando strappi. Secondo, perché per l’obbligo occorre la preventiva approvazione finale dei vaccini da parte delle autorità sanitarie europee e nazionali. Per ora, solo il vaccino Pfizer l’ha ottenuta negli USA da parte della FDA; fra pochi mesi anche l’ente europeo EMA approverà definitivamente i vaccini per ora approvati solo in situazioni di emergenza. Una notazione conclusiva per tacitare i no/ni-vax: quando vanno, in genere per diletto, in Africa devono sottoporsi a diverse vaccinazioni, varianti da paese a paese. Non ho mai assistito a manifestazioni di protesta contro questo obbligo, né ho mai sentito di persone che abbiano rinunciato al viaggio a causa dell’obbligo. Cominciamo quindi serenamente (non nel senso renziano…) a prepararci alla vaccinazione obbligatoria.
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