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L'Israele di Bennett e Lapid

Nuovo governo, nuova politica estera? I rapporti con l'Iran

Maria Grazia Enardu 07/07/2021

 L'Israele di Bennett e Lapid L'Israele di Bennett e Lapid Secondo il capo dell'opposizione, Netanyahu, il governo Bennett è illegittimo, un colpo di stato. Di sicuro è una rivoluzione, di eterogenea e fragile struttura: 40 anni di destra al potere e 12 anni di Netanyahu hanno sepolto il cosiddetto processo di pace, con l'ausilio di varie componenti palestinesi, e oggi i nodi interni sono inestricabili. Quelli vecchi, cioè il colonizzato West Bank, la non-occupata ma controllata Gaza, il dimenticato Golan e Gerusalemme Est. E quelli nuovi, i rapporti con gli israeliani arabi, piccola ma cruciale parte della coalizione Bennett.
 
In politica estera, sono un pilastro gli accordi di Abramo tra Netanyahu e paesi Golfo, battezzati da Trump e dal saudita Mohammed bin Salman. Il nuovo ministro degli Esteri Lapid si è fiondato negli Emirati e poi a Roma, a parlare di Iran con il Segretario di stato Usa Blinken. Biden vuole riportare l'Iran dentro gli accordi sul nucleare cancellati da Trump (con gioia di Netanyahu).  Lapid non vuole un nucleare iraniano, ma nemmeno un nuovo accordo e la fine delle sanzioni, però ha promesso di "non fare sorprese". E allora? Trascuriamo i discorsi apocalittici di Bibi e andiamo ai fondamentali. Iran e Israele, popolo ebraico ante 1948 compreso, non sono mai stati nemici, tutt'altro. Poi nel 1978 è arrivata la Repubblica Islamica, furibonda contro gli occidentali e il loro servo, lo shah. Ma Khomeini emanò subito una fatwa per proteggere gli ebrei, grato per il loro soccorso nei tempi duri.  L'occidente ha poi lanciato l'Iraq contro gli ayatollah, che hanno bollato gli Usa come "grande satana" e Israele come "piccolo satana", perché filo-americano non perché ebraico. Infatti gli ebrei di Iran vivono tranquilli e Israele per l'Iran è questione non primaria, lo hanno sempre detto i militari israeliani. Per Bibi l'Iran era un "wag the persian cat" e Bennett non può fare retromarcia ma solo provare con un surplace e sperare che Biden e Teheran trovino una formula, magica. Intanto, Italia e Spagna, potenze cattoliche (come si diceva una volta) annunciano una "iniziativa di dialogo" tra Israele e palestinesi che aggancerebbe altri paesi Ue. Con benedizione papale, di certo. Tante cose - si spera non si intralcino.
 
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