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Il pugno duro di Putin su Navalny

L'oppositore del Cremlino condannato a 3 anni e 5 mesi nonostante le proteste occidentali

Rocco Cangelosi 03/02/2021

Il pugno duro di Putin su Navalny Il pugno duro di Putin su Navalny Nonostante le proteste crescenti nelle piazze russe e la messa in guardia da parte delle Cancellerie di molti Paesi occidentali, il regime di Putin tira dritto e infligge a Alexei Navalny  una condanna  a 3 anni e 5 mesi di carcere  decretata dal tribunale distrettuale, riunitosi per l'occasione presso la sede del tribunale della città di Mosca. Con questa decisione, Putin sembra escludere ogni concessione alla piazza e ogni possibilità di mediazione. Il presidente russo si trova infatti ad affrontare la prima vera sfida politica che mette a repentaglio il suo potere e la sua credibilità. Allentare la tensione potrebbe essere interpretato dall'opposizione come un segno di debolezza e questo Putin non se lo può permettere. Nessuna esitazione, quindi, nei confronti dei manifestanti. La repressione e gli arresti continueranno fino all' esaurimento delle proteste. Almeno questa è la convinzione del Cremlino.
 
A nulla valgono gli avvertimenti e le minacce di sanzioni provenienti dai paesi dell'Unione europea e dalla nuova Amministrazione americana. Le posizioni sono ancora differenziate. Mentre Macron fa pressione sulla Germania affinché sospenda i lavori per la realizzazione del gasdotto Nord stream, Angela Merkel appare esitante, combattuta tra le questioni di principio e i grandi interessi energetici in gioco per il suo Paese. L'Alto Rappresentante UE Borrell dovrebbe recarsi prossimamente a Mosca per rappresentare la posizione dell'Unione,  ma è  difficile presumere che la sua missione possa sortire sostanziali mutamenti nell'atteggiamento di Putin. E forse alla luce delle presenti circostanze sarebbe opportuno riconsiderare tempi e modalità della sua effettuazione.
 
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