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Il ruggito di Londra

Il governo britannico non vuole riconoscere l'ambasciatore Ue

Riccardo Perissich 21/01/2021

Il ruggito di Londra Il ruggito di Londra Arriva la notizia che il governo britannico nega all’ambasciatore dell’UE a Londra lo statuto diplomatico completo. La ragione addotta sarebbe che l’UE è una semplice organizzazione internazionale e non si vuole creare un precedente per casi simili. È però un fatto che 142 Paesi nel mondo attribuiscono al rappresentante dell’UE uno statuto completo. L’amministrazione Trump tentò di fare marcia indietro, ma fu costretta a rinunciare. È prevedibile che lo stesso succederà al governo britannico. La ragione è che l’applicazione dell’accordo concluso prima di Natale e tutti gli altri aspetti che restano da negoziare, richiederanno un clima di fiducia reciproca; dati i rapporti di forza, ne avrà più bisogno il Regno Unito che l’UE.
 
Questa pittoresca vicenda ricorda un film degli anni ’60 con l’indimenticabile Peter Sellers nei panni di molteplici protagonisti: un minuscolo principato europeo dichiarava guerra agli Stati Uniti, con effetti esilaranti. I fautori di Brexit volevano che “il leone ruggisse di nuovo”. Temo purtroppo che in questo caso si tratti di una replica del film che s’intitolava “Il ruggito del topo”.
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