Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Habemus Brexit?

Si lavora a un accordo modesto e fragile, che potrÓ per˛ essere la base per future collaborazioni

Riccardo Perissich 23/12/2020

Habemus Brexit? Habemus Brexit? Al momento di scrivere queste righe non è ancora dato di sapere come si concluderà il tormentone. La drammatizzazione veicolata da entrambe le parti mi porta però a pensare che, sia pure all’ultimo minuto, un accordo emergerà. Un accordo modesto e fragile, che richiederà una corsa contro il tempo per superare ostacoli procedurali e forse anche imprevedibili problemi politici sulla strada della ratifica. Forse proprio il problema dei tempi necessari alla ratifica da parte di tutte le istituzioni interessate, farà cadere un altro pilastro della granitica posizione di Boris Johnson: il rifiuto categorico di qualsiasi proroga dei termini del periodo transitorio.  Chi come noi abita nel Mediterraneo, mare ricco di sole ma ormai povero di pesci, stenta a capire perché l’ultima fase del negoziato è assorbita dal problema dei diritti di pesca nelle acque britanniche: questione quasi irrisoria sul piano economico, ma ad alto contenuto simbolico e politico per gli interessati. Se ci sarà un accordo, è però importante guardare al risultato per la questione fin dal primo giorno veramente importante: uno scambio fra sovranità (britannica) e accesso al mercato (europeo). Alla fine Boris Johnson avrà deciso di cedere una dose minima di sovranità in cambio di un accesso altrettanto modesto al mercato. Anche se l’accordo raggiunto avrà evitato il peggio, la distanza fra il nuovo regime e il livello attuale d’integrazione delle due economie, sarà molto grande su un punto di capitale importanza. Il feticcio sacrificato al mito della sovranità britannica porrà infatti fine alla certezza della permanenza e coerenza delle regole, elemento essenziale per la fiducia degli operatori. La vera differenza fra il no deal e l’accordo a questo punto possibile è essenzialmente politica. Un no deal lascerebbe dietro di sé uno strascico di acrimonia e di recriminazioni che renderebbe molto difficile per chissà quanto tempo la ripresa di un dialogo costruttivo. Un accordo per quanto modesto costituirebbe invece una base su cui costruire in futuro rapporti più stretti e proficui anche in settori diversi dall’economia come la politica estera e la difesa. Non si tratterebbe quindi di una conclusione, ma di un possibile inizio. Resta però il fatto che ogni rapporto futuro non potrà non significare nuove concessioni della sacra sovranità britannica.
 
Per una strana beffa delle circostanze che persone più passionali di me non esiteranno a definire simbolica, saluteremmo l’accordo nel momento in cui la Gran Bretagna è completamente isolata dal continente a causa della “variante inglese” del virus. Le interminabili file di camion nel sud est dell’Inghilterra, le nuove difficoltà per attraversare la Manica, sono solo il primo assaggio delle conseguenze negative ormai non più rimediabili di Brexit per l’economia britannica; conseguenze che esperti bollati come uccelli del malaugurio avevano annunciato fin da prima dell’infausto referendum. Se andiamo con la memoria al dibattito che ha accompagnato il referendum, condotto dall’uomo che ora annaspa con ancora meno successo dei suoi colleghi europei nel combattere l’epidemia, cosa vediamo? La Gran Bretagna è ancora un paese con un grande potenziale. Anche volendo si stenta però a trovare tracce della nostalgia imperiale che nutrì la campagna referendaria. È invece lacerata socialmente, culturalmente e anche geograficamente. Dean Acheson, Segretario di Stato americano sotto Truman, disse che la Gran Bretagna aveva perso un impero senza trovare un ruolo. Oggi potrebbe osservare che ha perso il ruolo derivante dalla sua appartenenza all’Europa, ma non sembra avere grande nostalgia dell’impero e deve invece ricostruire la propria identità.
 
Altre sull'argomento
I servizi finanziari nel dopo Brexit
I servizi finanziari nel dopo Brexit
Il rischio di aumentare la frammentazione dei mercati e veder ...
Contundente
Contundente
Trionfatore
La stagione degli alibi Ŕ finita
La stagione degli alibi Ŕ finita
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Brexit, uno spiraglio di sole tra le nubi
Brexit, uno spiraglio di sole tra le nubi
Raggiunto l'accordo su un arbitrato obbligatorio per affrontare le ...
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.