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La “competizione gentile” tra Usa e Ue

Le prospettive di relazione tra Biden e gli altri leader mondiali

Marcello Messori 13/11/2020

La “competizione gentile” tra Usa e Ue La “competizione gentile” tra Usa e Ue Negli Stati Uniti, la presidenza Biden promette di attenuare gli squilibri economici e sociali interni, di rovesciare l’attuale irragionevole gestione sanitaria della pandemia da Covid-19, di sostenere le attività produttive innovative e di facilitare più efficaci articolazioni fra politica monetaria e politica fiscale. Rispetto al contesto internazionale, essa appare destinata a condividere la scommessa europea per una transizione ‘verde’ e a mitigare il clima di tensione e di incertezza causato dall’ondivago bilateralismo trumpiano. Nonostante questi fattori positivi, le istituzioni e i singoli paesi europei non devono illudersi che il dopo-pandemia e il dopo-Trump si caratterizzeranno per un ritorno a vecchi assetti internazionali. Per affrontare il contraddittorio coacervo di fragilità e fratture che caratterizzano la propria economia, il nuovo Presidente statunitense disporrà dei limitati strumenti concessi da una situazione in radicale cambiamento e da un quadro politico-istituzionale comunque polarizzato. Pertanto, egli sarà costretto a mantenere rapporti conflittuali con la Cina e a contrastare eccessivi squilibri negli scambi commerciali con l’euro-area. Ciò significa che, a dispetto degli auspici delineati da alcuni giornali tedeschi, l’euro-area non potrà fare prevalente affidamento sulle esportazioni nette verso gli Usa per realizzare uno sviluppo economicamente e socialmente sostenibile.
 
Se proiettata su un orizzonte di medio-lungo periodo, tale forma ‘gentile’ di tutela degli interessi nazionali statunitensi non rappresenta una cattiva notizia per l’euro-area. Essa spingerà infatti i paesi europei al rafforzamento del mercato unico, a un addensamento di catene internazionali del valore all’interno dell’area e a un progressivo accentramento delle politiche fiscali nazionali. Si potrà così ricomporre un quadro internazionale, in cui l’intensa concorrenza fra grandi aree economiche (Cina, Usa, Ue) si accompagnerà a forme di cooperazione su temi di comune interesse e a differenti modalità di organizzazione economico-sociale. Biden, Merkel e altri leader sapranno tarare le loro scelte su orizzonti tanto lontani?
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