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Il Collegio Elettorale Usa

Un labirinto di specchi rococò

Maria Grazia Enardu 29/10/2020

Il Collegio Elettorale Usa Il Collegio Elettorale Usa In alcuni paesi c'è un apposito organo per eleggere il presidente senza voto diretto. Da noi, votano le Camere riunite più tre delegati per regione. Quindi ogni partecipante ha un suo colore politico, proporzionale rispetto al territorio di elezione. Niente "winner takes all". Negli Usa invece, il presidente è scelto da un Consiglio Elettorale di delegati ad hoc, che in 48 stati su 50 vanno tutti al partito che vince anche per un soffio. L'elettore sceglie un candidato ma il suo voto può finire in tutt'altra direzione, quella del "winner".  Non c'è vincolo di mandato, i piccoli stati sono sovrarappresentati, la California e gli altri grandi puniti. Così, giocando con i pezzi del puzzle, è possibile vincere il voto popolare e perdere la Casa Bianca. Al Gore nel 2000 prese 500mila voti in più, Hillary Clinton nel 2016 ben tre milioni, ora si calcola che Joe Biden, per una chiara ed incontestabile elezione, dovrebbe avere ben 7 milioni di voti più di Trump.
 
Il Collegio è un residuato di bizzarri calcoli, imposti dagli stati schiavisti nel 1787: facevano pesare per 3/5 il numero di schiavi nel computo dei voti dei bianchi. Il criterio del "winner" è per scelta dei singoli stati e il Collegio non si riunisce mai: ogni delegazione vota nel proprio stato e comunica i dati al Congresso. In pratica è un sifone, a volte con sorpresa, del voto popolare. Ma il peccato originale è lo schiavismo, trasformato poi in attiva soppressione del voto di molti (neri, nativi, immigrati urbani etc.) mentre gli stati "marginali" strapesano. Una macchina rugginosa che non si è mai voluto toccare. Occorrerebbe un emendamento costituzionale,  mai concluso per l'opposizione degli stati del sud e perché si toccano consolidati squilibri della federazione. Oggi, la grande diversità degli stati rende i partiti prudenti, quasi reazionari. Per cambiare infatti occorre il consenso di quasi tutti gli stati, obiettivo impossibile in un paese spaccato su più livelli, e Trump è solo l'ultimo.
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Roberto Casati 29/10/2020 16:13
Quanto all'Italia, è bene ricordare che - come l'esperienza dimostra - nessun parlamentare ha vincolo di mandato e può dunque votare per chi gli o le pare in occasione delle elezioni presidenziali. Gli Stati Uniti sono uno stato federale - è bene ricordarlo -- e pertanto ogni stato di fatto vota a favore di un candidato e ha diritto a tanti "elettori" (e quindi voti) quanti sono i suoi rappresentanti nel Congresso, come previsto dalla Costituzione. Nell'ambito di ogni stato, la normativa che riguarda gli elettori varia, ma gli elettori sono votati a suffragio popolare e votano per il candidato che ha raggiunto il maggior numero dei voti nello stato (18 stati non hanno normativa specifica che regola questo ultimo aspetto). In tutta la storia americana, solo in 4 occasioni chi ha ottenuto la maggioranza del voto popolare non ha vinto le elezioni: nel 1876, 1888, 2000 e 2016. Ma la circostanza è in fin dei conti irrilevante, perché il presidente è eletto in un sistema federale, dove votano gli stati tramite i loro rappresentanti. Che poi la rappresentanza dei singoli stati nel Congresso (e quindi nel collegio degli elettori) sia frutto dello schiavismo è un'affermazione non condivisibile nei fatti e assai azzardata.
Roberto Casati 29/10/2020 16:37
PS - Sul tema del "collegio elettorale USA", vorrei aggiungere che, mentre ogni stato ha il medesimo numero di senatori (2), i rappresentanti nella House of Representatives (435) sono automaticamente allocati ai singoli stati dal Census Bureau secondo la popolazione degli stessi in base a censimenti periodici (ogni dieci anni). I componenti del collegio elettorale, come detto, sono di pari numero (oltre al D.C District). Nessun retaggio schiavista o storico dunque, anzi.
maria grazia enardu 30/10/2020 15:13


Caro Lettore,
grazie!  sono sempre MOLTO curiosa di avere reazioni/commenti.
Sui numeri non ho osservazioni, sono smemorata e mi toccherebbe controllarli, quindi OK.
Il lettore non considera gli effetti del winner takes all. Tutti i delegati di uno stato vanno al vincitore, e al perdente zero. Non ho i numeri, troppo complicato, ma è dal 2000 che leggo queste cose sui giornali Usa. Alla fine chi vince, negli stati "marginali" che di solito erano tre, Pennsylvania, Wisconsin e un altro, vince per qualcosa come 30-50 mila voti "locali" mentre chi perde può avere 500 mila voti popolari in più (Gore, 2000) o 3 mil (Clinton, 2016). La forma delle schede è famosa. Se Lei cerca su google Florida 2000, butterfly ballot (la forma delle schede), pregnant chad (il pallino del buco), vedrà anzi allibirà.
537 voti di differenza e nella scheda Gore era messo apposta vicino a Buchanan, il pallino di molti era non intenzionale...
Questa deformazione del voto, degli elettori, mi pare grave. Se, per assurdo esempio, votasse il Congresso, Biden avrebbe vinto da un pezzo.
Solo due stati, come precisa anche Lei, attribuiscono i delegati del Collegio in modo proporzionale, Nebraska, che ha maggioranza repubblicana, e Maine, democratico. E la cosa influisce zero.

Sì, il censimento aggiorna i numeri, infatti il censimento del 2020 ancora in corso è stato campo di battaglia, ma è argomento complesso, so solo che questa amministrazione, e alcuni stati, hanno cercato di impedire la foto del NUOVO quadro, sia demografico sia di correzione di vecchi dati. Alcuni stati del sud sono molto cambiati, Arizona, per esempio.

Sì, è uno stato federale, ogni stato fa come vuole ma il risultato finale può essere una stortura, istituzionale. SOPRATUTTO quando gli stati mirano alla non-registrazione, al non-voto (pochi seggi etc) e altri inciampi, pare più a sud che a nord.. Queste elezioni sono eccezionali per il massiccio sforzo di registrazione (non so con quale successo), di voto anticipato, per posta etc. Sono elezioni che saranno studiate lungo, non per il vincitore ma per base, distretto, flussi etc.

Sulla questione schiavista, pesa non il censimento ma la macchina elettorale, nata ALLORA.
Nel 1797, creazione Collegio, erano 16 stati, mi pare, e quelli schiavisti erano parecchi e pesanti. E volevano pesare di più anche se gli elettori di allora erano tutti "liberi" e bianchi per definizione. Per evitare rotture ci fu il Connecticut Compromise: per ogni schiavo c'era un 3/5 di voto, ovviamente esercitato da bianchi. Anche la Costituzione, del 1789, aveva messo nero su bianco, Art 1, Sez 2, Cl 3, il metodo dei 3/5, non ci si voleva rinunciare... La guerra civile, e la secessione, avvennero sulla schiavitù non solo come sistema economico ma anche politico. Se i neri non erano più schiavi ma cittadini o addirittura elettori, per il sud era la fine del mondo.

Quando man mano si aggiungono altri stati all'Unione e POI la guerra civile abolisce schiavitù, rimane in TUTTI gli stati (pure in Oregon per dire, dove i neri erano mosche bianche), l'idea diffusa anche in forma di legge (segregazione in vari livelli) che il nero non deve registrarsi, votare etc.  Non so quali stati siano stati "buoni" ma so che la gran parte e TUTTO il sud ha ragionato in termini schiavisti riammodernati.
Cioè che il voto dei bianchi doveva pesare di più semplicemente non facendo votare i neri.
Se si guardano vecchie elezioni, cosa che non ho fatto ma vado a orecchio di antiche letture, si avrebbero i numeri degli elettori (e quindi teoretici votanti, astensione a parte) e degli adulti. NON coincidono!
Perché un adulto non è elettore finché non si registra. Classica fascia di non elettori era, nel sud, quella delle donne nere. Perché nere, senza alcun documento (tipo patente o passaporto, ovviamente per pochi, la carta identità non esiste..). O i neri che volevano registrarsi erano ostacolati da esamino ad hoc duro che per il bianco era altrettanto ad hoc morbido. Etc. Se adulto non ha automatico diritto di voto, accade che il censimento dia X deputati, che però vengono votati da "pochi" elettori. E sia chiaro che non parlo di astensione o altre scelte individuali. Questo pesa maledettamente in qualunque elezione, Presidenza/Collegio elettorale, Camera, Senato (2 x stato, ok). Ma anche di governatori ed assemblee locali. Esempio, la Georgia etc. Se i neri che erano tanti non votavano, lo status quo rimaneva e poteva perpetuarsi.

Altro meccanismo non-democratico è la giungla del gerrymandering. Il disegno artificiale (termine include salamander, forma storta) dei distretti in modo da formare distretti vincenti, dove si annullano i voti degli "altri". Lo fanno i singoli stati, alcuni sono bravissimi. Infatti, in queste elezioni, sono cruciali anche le elezioni di alcuni governatori e assemblee legislative locali. NB lo fanno anche gli stati "democratici". credo sia sport nazionale. Su wikipedia inglese ci sono esempi con i colori che rendono idea del giochino.

Alcune di queste cose vennero fuori sui giornali USA nel 2000, poi in elezioni "normali" si dimenticano. Ma gli Usa NON sono una democrazia, non come la intendiamo. Se in Italia si votasse in quel modo, nessuno lo accetterebbe.

Io sono uno storico, non un giurista. Ho cominciato a leggere queste cose nel 2000, GRAZIE a internet! sul NYT, WP soprattutto (sono abbonata, accedo a tutto), ma anche il Politico, The Atlantic etc. Leggo cose incredibili...
Se sembro azzardata è solo perché la nostra esperienza e logica è diversa, la nostra conoscenza di questi meccanismi di solito limitata dalla nostra informazione (ma pochi giorni fa ho letto, credo sul Corriere, un articolo che sparava sul Collegio). Quel che scrivono i giornali Usa è molto più azzardato, è un altro mondo. La guerra civile e Lincoln non hanno risolto, solo spostato. La storia della segregazione e della lotta (tale è) per dare rappresentanza politica a tutti i cittadini adulti è amara. Poi ovviamente ogni paese passa il suo tempo a cambiare leggi elettorali, come in Italia, o repubbliche, come in Francia. Ma in Europa un adulto è un elettore. Anche la Gran Bretagna, dove in passato occorreva registrarsi, ha cambiato ma so poco.

Sono stata lunga, non so se chiara, ma continui a seguire queste elezioni, sono uno spartiacque. Di quali acque, lo sapremo solo tra anni, ma sono fangose, portano a galla elementi che stavano sul fondo. La cosiddetta maggioranza bianca non esiste da tempo ma solo ora viene ridefinita come minoranza, grazie anche alla marea demografica. Cruciali i latinos/ispanici, diversamente bianchi, come si schiereranno su base locale? e sono davvero tanti

con i più cordiali saluti
mge