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Il Papa e l'utopia della pace universale

Impossibile azzerare le spese militari per combattere la povertà

Fabrizio Galimberti 21/10/2020

Il Papa e l'utopia della pace universale Il Papa e l'utopia della pace universale Il Papa sostiene che se le spese militari degli Stati fossero dedicate alla cura della povertà il mondo sarebbe pacifico e felice. Insomma, come profetizza Isaia (2. 3-4), “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra." Auspicabile, ma non possibile, per due ragioni. Primo, perché l’istinto di sopravvivenza è il più radicato nella psiche dell’umana specie, e la sopravvivenza, dai tempi in cui i villaggi preistorici si circondavano di palizzate contro le incursioni di nemici veri o temuti, richiede, appunto, di destinare risorse alla difesa. Porgere l’altra guancia è una nobile scelta individuale, ma non può essere la scelta di un popolo.
 
Secondo, perché il passaggio da spese militari a spese civili non è forse impossibile, ma può essere solo molto lento. Basta tornare all’apologo della «Favola delle api» di Bernard de Mandeville: il Nostro sottolineava quel che sarebbe stato ‘scoperto’ molto più tardi, cioè che per mantenere l’economia in crescita bisogna spendere e spandere. Non importa se questa spesa – disse de Mandeville – consista di cose utili o di frivolezze. É inutile moralismo condannare i consumi opulenti (o, nel nostro caso, spese per armamenti). Per l’economia nel suo insieme è importante che i soldi circolino. Se tutti diventassero frugali e morigerati la macchina del sistema economico si fermerebbe e milioni di lavoratori perderebbero il lavoro.
 
Del pari, trasformare le spade in vomeri vuol dire redistribuire risorse in modo massiccio e gestire una transizione complicata e costosa. Si può fare, ma ha senso solo in una prospettiva quasi secolare. L’esortazione di Papa Francesco può servire a rallentare la corsa agli armamenti (ogni progresso tecnico porta a nuove armi, e il ‘nemico’ si deve allora attrezzare per non rimanere indietro). Ma in fondo, si può combattere la povertà in modi meno utopistici, con tasse più progressive e migliori reti di sicurezza sociale. Le risorse nel mondo non sono una ‘somma zero’, non c’è bisogno di togliere qua per aggiungere là. Non sono le risorse che mancano, ma la volontà di utilizzarle nel modo migliore.
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