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“Pace” in Medio Oriente ed Europa

L'accordo tra Israele e le monarchie sunnite del Golfo

Riccardo Perissich 29/09/2020

“Pace” in Medio Oriente ed Europa “Pace” in Medio Oriente ed Europa Che pensare della “pace” fra Israele e le monarchie sunnite del Golfo? Non vi è dubbio che prima di Trump lo stallo fosse totale, dopo il fallimento di tre importanti iniziative che avevano avuto l’avallo dell’occidente: la teoria dei due stati in seguito agli accordi di Oslo, la guerra in Iraq con le sue conseguenze e la guerra civile in Siria nel tentativo di rovesciare Assad. Lo stallo ha permesso alla Russia di ritornare protagonista, all’Iran di consolidare la sua influenza sull’arco che va dall’Iraq alla Siria e al Libano e a Netanyahu di affossare definitivamente i “due stati”. In queste condizioni, non c’è dubbio che le mosse promosse da Trump hanno sbloccato lo stallo. Da un certo punto di vista quindi, ogni elemento di pace in Medio Oriente dovrebbe essere visto con favore. Le legittime perplessità portano su tre punti. Il primo è che Trump ha preso definitivamente partito nel conflitto che contrappone le monarchie sunnite all’Iran. Non c’è dubbio che l’Iran rappresenti un problema, ma dov’è l’interesse dell’occidente a legarsi strettamente a uno de contendenti? L’Iran, con tutti i suoi innumerevoli difetti, è il paese più antico, coeso e solido della regione; può essere piegato solo con una guerra che nessuno sembra volere.
 
Se l’obiettivo era il contenimento, era proprio necessario schierarsi con uno dei contendenti con il rischio di rimanerne prigionieri? Non sarebbe stato meglio proseguire, per quanto ardua, sulla linea del confronto iniziata con l’accordo sul nucleare? In secondo luogo, se i “due stati” sono tramontati, i palestinesi sono sconfitti, ma un animale ferito resta molto pericoloso? Quale è ora il futuro a medio termine di un Israele in bilico fra stato confessionale e democrazia? Infine, chi può credere che l’alleanza fra Israele e monarchie sunnite sia strutturale e duratura? Invece la presenza russa nella regione, che si vorrebbe contrastare, ne risulta consolidata. Brutto affare per gli europei condannati a entrare in un gioco probabilmente pericoloso, o a difendere il principio di una prospettiva che non c’è più.
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