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Il caso Navalny tra convenienze e principi

Come reagire contro Putin senza spingerlo tra le braccia di Pechino

Rocco Cangelosi 07/09/2020

Il caso Navalny tra convenienze e principi Il caso Navalny tra convenienze e principi Il caso Navalny scuote le cancellerie europee, ma anche il quartier generale della Nato è in subbuglio. Dopo le dure affermazioni di Angela Merkel sul sicuro avvelenamento dell'oppositore russo, cresce la tensione e si discute sulle misure da prendere nei confronti di Mosca. Intanto il ministro degli esteri russo Lavrov esclude ogni responsabilità del suo governo e lascia trapelare il sospetto che si tratti di una macchinazione occidentale per mettere in cattiva luce la Russia. Ma chi è piu in imbarazzo sulla linea da seguire è proprio la Merkel che deve calibrare le sue reazioni alla luce degli interessi in gioco. Rimanere inerti dopo la conferma dell'avvelenamento di Navalny non sarebbe politicamente sostenibile, ma allo stesso tempo occorre scegliere una linea di azione che non pregiudichi definitivamente il rapporto con Mosca.
 
La ritorsione più immediata ed efficace di cui si parla sarebbe la sospensione dei lavori quasi ultimati del gasdotto North Stream 2, che comporterebbe tuttavia la ricerca da parte di Berlino di fonti di approvvigionamento energetiche alternative, a un costo molto più alto. Non solo, ma una decisione di questo genere rappresenterebbe un grave vulnus alla Ostpolitik, pilastro fondamentale della politica estera tedesca, cara alla Spd. Ma c'è di più: la Nato teme che una stretta nei confronti di Mosca, già in affanno per le dure sanzioni subite per la Crimea e il Donbass ma comunque pronta a intervenire per arginare ingerenze occidentali in Bielorussia a danno del fidato alleato Lukashenko, potrebbe accentuare l'isolamento di Putin e spingere la Russia nelle braccia di Pechino.
 
L'Europa si trova così ancora una volta di fronte al dilemma di come conciliare le convenienze politiche con il rispetto dei principi della democrazia, tanto più che Trump ha assunto per il momento una posizione defilata e attendista. D'altra parte, lasciare che la questione Navalny resti senza conseguenze come avvenuto per i precedenti casi Skipral e Litvinenko, sarebbe una drammatica prova di debolezza per l'Occidente e l'ammissione di una sconfitta sul piano di quei principi intorno ai quali ruota il "soft power" dell'Unione europea.
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