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Il ministro della Difesa in Libia, meglio tardi che mai

Ci vuole un impegno di uomini e mezzo per tentare di recuperare un ruolo tra turchi e russi

Rocco Cangelosi 05/08/2020

 Il ministro della Difesa in Libia, meglio tardi che mai Il ministro della Difesa in Libia, meglio tardi che mai Anche se tardivamente l'Italia batte un colpo nello scenario libico con la visita del ministro della difesa Guerini a Tripoli dopo l'affronto del respingimento di 17 militari italiani destinati all'avvicendamento nella base di Misurata, perché sprovvisti del visto di entrata. Un piccolo incidente, ma un segnale significativo che sottolinea il ruolo marginale dell'Italia in Libia. Durante i mesi oscuri dell'assedio delle truppe di Haftar a Tripoli, il governo di Al Serraj aveva implorato aiuti militari da parte del nostro Paese. Ma il Governo Conte era rimasto nel limbo in una incomprensibile posizione di equidistanza tra le due parti in causa, nonostante fosse palese che la condotta di Haftar era chiaramente aggressiva e in violazione delle intese sancite con l'avallo di Onu, Ue e della comunità internazionale. Mentre l'Italia rimaneva alla finestra a guardare in attesa forse di vedere chi sarebbe stato il vincitore, arrivavano i turchi, il cui intervento è stato decisivo per respingere le truppe dell'uomo forte di Bengasi sfuggito a una sconfitta ancora più sonora solo grazie al sostegno russo-egiziano.
 
Fatto sta che adesso lo spazio per l'Italia in Libia è sempre più risicato. Le sorti del Paese sono in mano a turchi e russi, pronti a spartirsi le zone d’influenza. La missione del ministro Guerini ha un senso solo se oltre alle buone parole porterà il concreto impegno italiano per un programma di interventi mirati per controbilanciare la presenza turca. La politica estera non si fa solo con la diplomazia. Se non è sorretta dalla forza dell'impegno militare, anche se solo a fini pacifici, ogni iniziativa perde di credibilità e relega il Paese che la pratica nella irrilevanza. C'è da augurarsi che il Governo abbia compreso la lezione e che alla visita del ministro Guerini faccia seguito un concreto impegno di uomini e mezzi.
 
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