Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Nuovi monopoli e asimmetrie di mercato

Uno sguardo ai GAFA (i quattro giganti del web) auditi dal Congresso Usa

Maximo Ibarra 05/08/2020

Nuovi monopoli e asimmetrie di mercato Nuovi monopoli e asimmetrie di mercato GAFA: Google, Amazon, Facebook e Apple sono comparsi per la prima volta insieme (su una piattaforma on-line) davanti al Congresso degli Stati Uniti per rispondere ad alcune domande ed “accuse” di aver agevolato pratiche scorrette negli anni, volte a consolidare le proprie posizioni dominanti nei rispettivi mercati. Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Tim Cook sono apparsi molto formali e ben predisposti durante le circa 4 ore dell’audizione, minimizzando alcune delle contestazioni dei membri del Congresso, secondo i quali, i 4 giganti digitali del web avrebbero nel corso degli anni consolidato ed ampliato il proprio monopolio, impedendo a nuove piattaforme digitali di affermarsi e di conquistare quote di mercato. Risposte del tipo, “non ricordo” oppure “è passato molto tempo” sono state molto frequenti e, sinceramente, alcune domande non hanno mai dato la sensazione di impensierire Jeff Bezos, l’uomo più ricco del pianeta, oppure Mark Zuckerberg “padrone assoluto” dei social dopo aver acquisito negli anni anche Instagram e Whatsapp. L’audizione, tuttavia, ha messo in evidenza un paio di questioni rilevanti. La prima, piuttosto ovvia, riguarda lo strapotere raggiunto da queste 4 aziende (aggiungerei una quinta, Microsoft) che negli anni sono riuscite a costruirsi una posizione dominante quasi impossibile da scalfire in vari settori: l’e-commerce, l’advertising, i motori di ricerca, i social network, i data center ecc., accumulando una mole di informazioni e dati di miliardi di clienti. Tutto questo ha permesso loro di costruire nuovi servizi innovativi, facendo raggiungere a queste imprese valori di mercato talvolta superiori al Pil di paesi importanti.
 
La seconda questione, altrettanto palese, riguarda invece l’incapacità dell’attuale sistema di controllo regolamentare e legislativo di porre vincoli e definire un contesto normativo che permetta alle diverse Autorità di vigilare meglio su questi nuovi monopoli. In passato, ad esempio, fu decisamente più semplice dividere il monopolio delle telecomunicazioni negli Usa (settore ai tempi con un perimetro di business molto chiaro e definito), mentre ora i giganti tecnologici operano su tutti i continenti, con miliardi di clienti, creando nuove aree di business attraverso servizi sempre più efficaci ed innovativi. È un confronto asimmetrico: da una parte i GAFA che crescono a dismisura seguendo un trend quasi esponenziale e dall’altro il regolatore che procede linearmente con armi quasi spuntate, senza comprendere fino in fondo cosa stia accadendo in queste nuove frontiere digitali. L’audizione però ha segnato una tappa importante: le istituzioni hanno finalmente capito che qualcosa non va e che occorre porvi rimedio. Ci vorrà del tempo, questo è certo, ma con le giuste competenze tutte le economie più evolute troveranno la strada per riportare i mercati in equilibrio anche attraverso un ripensamento dei monopoli di fatto.
Altre sull'argomento
L'isteria di Trump su TikTok
L'isteria di Trump su TikTok
Il bando dei social per i timori sulla ôsicurezza nazionaleö
Altro parere
Altro parere
Dalla web tax la credibilitÓ dell'Europa
L'Europa della fiscalita': il bastone e la carota
L'Europa della fiscalita': il bastone e la carota
La Corte di Giustizia annulla la decisione della Commissione contro i ...
L'audacia che manca a Pd e M5S
L'audacia che manca a Pd e M5S
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.