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Il successo dell'Europa

750 miliardi per rimettere in moto la crescita, ora il problema (soprattutto per noi) Ŕ spenderli bene

Stefano Micossi 21/07/2020

Il successo dell'Europa Il successo dell'Europa Il secondo più lungo Consiglio europeo (dopo quello di Nizza del 2000) si è concluso con uno straordinario successo per l’Unione europea, straordinario successo reso possibile dalla ritrovata unità e comune determinazione di Germania e Francia. Il compromesso finale è equilibrato e non stravolge gli equilibri istituzionale tra Consiglio e Commissione, ma lascia il parlamento in ombra nelle decisioni sui programmi nazionali e l’erogazione dei fondi – che sono affidate al Consiglio, il quale deciderà a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Nelle conclusioni si sottolinea il carattere temporaneo dei nuovi programmi e degli stanziamenti; ma la scelta di fare transitare le nuove risorse attraverso il bilancio europeo prefigura elementi di unione fiscale che non sarà facile sopprimere alla scadenza dei programmi. Ci saranno 390 miliardi di nuove spese autorizzate dal Bilancio dell’Ue (i famosi ‘doni’, dei quali 312,5 da Next Generation EU e 77,5 di maggiori esborsi dal bilancio ordinario sotto vari programmi) e 360 miliardi di prestiti ai paesi.
 
La Commissione potrà indebitarsi fino a 750 miliardi, garantiti dal bilancio comunitario, con restituzione fino al 2058. Le erogazioni saranno condizionate al rispetto delle raccomandazioni specifiche di politica economica ai singoli paesi e a specifiche ‘pietre miliari’ nella realizzazione dei programmi, sotto il controllo del Comitato economico e finanziario, che agirà su proposta della Commissione. Le erogazioni potranno essere fermate e portate all’attenzione se uno o più stati membri riterranno non rispettate le condizioni per l’erogazione.
 
Un compromesso epocale eppure chiaro e limpido, che chiunque può leggere e comprendere nelle conclusioni. Che si aprono con parole importanti: “Mentre gli Europei si trovano a fronteggiare straordinarie sfide e incertezze nella loro vita quotidiana, tutti i nostri (del Consiglio) sforzi resteranno concentrati nel proteggere i cittadini e sconfiggere la crisi”. Nel momento più difficile, l’Europa ha risposto in modo adeguato alla serietà della crisi. Il nostro presidente del Consiglio ritorna a casa con oltre 200 miliardi di risorse fresche (onorevole Salvini: ha sentito?). Ora viene la sfida più grande, che è quella di spenderli bene.
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