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Il ritorno dei lupi in Germania

Neonazisti nelle forze speciali tedesche

Maria Grazia Enardu 13/07/2020

Il ritorno dei lupi in Germania Il ritorno dei lupi in Germania Se ne ebbe notizia qualche anno fa, tra le teste di cuoio tedesche c'erano elementi che si potevano definire neo-nazisti. Vennero individuati e allontanati, dissero. Tutto parte dal 1972, Monaco, l'attentato di terroristi palestinesi contro la squadra israeliana ai giochi olimpici. Sicurezza zero, atleti uccisi subito, altri portati in aeroporto, per una fuga indefinita. E lì accadde la tragedia finale: la polizia tedesca del tutto impreparata sparò, i terroristi pure, e fu una strage. Solo gli inglesi avevano allora squadre speciali, le SAS, noi inventammo le teste di cuoio e i tedeschi pure ma tardi (1996) e superando un grosso tabù. La Germania aveva un esercito piccolo, professionale ma non troppo, anzi non voleva nulla di ben addestrato e motivato. Ma si son dovuti rassegnare, è nato il KSK. Tutti sappiamo che le forze speciali attirano individui di un certo tipo, il segreto sta nel selezionarli, gestirli e sorvegliarli. Soprattutto in Germania.
 
Ora hanno sciolto una delle quattro compagnie, di circa 100 uomini, e intendono ripulire le altre tre. Neonazisti e pure ladri, avevano saccheggiato le armerie, anche per gli scarsi controlli. Il loro capo, gen Kreitmayr, ha detto di non sapere cosa pensano i suoi uomini, frase che agghiaccia, è un compito in cui ha fallito. Gli arrestati e i licenziati dicono di essere passati dagli slogan ai fatti nel 2015, quando Merkel permise l'ingresso di un milione di profughi. Una scusa banale, non aspettavano altro. Se il populismo è pericoloso e i neonazisti di più, unità speciali addestrate e con armi proprie perché rubate oltre ad essere inaffidabili sono possibili nuclei di guerra civile. Razziale, secondo loro, ma la società tedesca ha varie faglie, compreso il muro mai davvero caduto tra ovest e est. E cresce il bacino di reclutamento di teste calde e lupi di ritorno, feroci e camuffati, il caporione ha un soprannome astuto: pecorella.
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