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Donald, mio zio

Arriva il libro di Mary Trump, nipote e psicologa

Maria Grazia Enardu 10/07/2020

Donald Trump Donald Trump Mary, figlia di un fratello di Donald, racconta la storia di una infelice famiglia, i fratelli Trump. Il capostipite Freddy, un palazzinaro capace di tutto, è visto come l'origine di tutti i guai, familiari, nazionali, globali. Freddy maltrattava e viziava, le figlie femmine l'hanno un po' scampata, i maschi no. Uno, padre di Mary, era alcolizzato e finì diseredato. Donald aveva paura del padre ma ne ricevette anche grossi benefici. Alle storie di famiglia, Mary accompagna una laurea in psicologia e considera lo zio un bambino traumatizzato, narcisista, età stimata tre anni. Con problemi di apprendimento, oggi avrebbe un sostegno didattico ma allora no. E questo spiega perché non riesca a leggere più di un paragrafo, però divora gli articoli che parlano di lui. La famiglia, e in particolare la sorella di Donald, un giudice federale, considerava la corsa alla Casa Bianca impossibile. Ma si sono sbagliati e ora quel bambino è l'uomo più potente del mondo.
 
Mary racconta di bugie, intrallazzi, imbrogli e ricatti familiari (eredità negata a suo padre etc) ma pur dando tutto per vero, rimane il vero nodo, anzi il pozzo. Come fa una democrazia a eleggere una persona di cui i suoi stessi elettori non hanno alcuna stima. Perché anche lo zoccolo duro (i famosi maschi bianchi, gli evangelici etc) considera Trump non una persona per bene ma uno strumento. Contro Hillary, la palude, lo stato, il mondo, la vita, ma solo uno strumento. Che ora magari si rivela dannoso quindi si può buttare. Mary mette uno specchio davanti al bambino terribile e l'immagine si frantuma nei milioni di specchietti di chi lo ha votato. Il libro più vero tra i tanti, ma ancora non scritto, potrebbe presentare Trump come il sacco della spazzatura, dove ognuno ha buttato il peggio di sé. Il titolo? Un classico detto dell'informatica: Garbage in, garbage out. In attesa del cassonetto di novembre.
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