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Sfida cinese ai valori occidentali

La Ue rinvia il vertice con Pechino e Italia in imbarazzo per la ôVia della seraö

Rocco Cangelosi 02/07/2020

Sfida cinese ai valori occidentali Sfida cinese ai valori occidentali La legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina «segna la fine della Hong Kong che il mondo conosceva: con poteri spazzati via e una legge indefinita, la città diventerà uno stato di polizia segreta». Questo il commento  su Twitter dell’attivista  Joshua Wong, sulle decisioni del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo. Attraverso questa legge Pechino intende estendere il suo diritto di imperio a tutti i cinesi regnicoli e non, incurante delle violazioni flagranti dei diritti fondamentali e dei trattati internazionali. La decisione cinese mette a repentaglio non solo le prerogative di Hong Kong, ma minaccia la sovranità di Taiwan e le autonomie delle minoranze che mantengono una loro specifica identità come gli uiguri e i tibetani. L'approvazione della legge, varata nel 22 anniversario del passaggio alla Cina della ex colonia britannica suscita forte preoccupazione nei Paesi occidentali e nella stessa Nato che attraverso il suo Segretario Generale Jens Stoltenberg condanna duramente la decisione del Congresso nazionale cinese. Gli fa eco l'Ammiraglio Foggo, comandante in capo delle forze navali statunitensi e della Nato, che mette in guardia l'Europa sul rischio di essere stretta in una morsa russo-cinese. La decisione cinese è infatti una dimostrazione di forza e allo stesso tempo un messaggio assertivo del ruolo della Cina come potenza mondiale su tutti gli scacchieri internazionali, a partire dal caldissimo teatro del Mar cinese meridionale dove Pechino rivendica la sua piena sovranità.
 
Si profila così uno scenario di alta tensione che coinvolge i rapporti Ue-Cina come testimonia il rinvio a data da destinarsi da parte della Merkel, presidente di turno della Ue, del vertice che avrebbe dovuto tenersi nei primi giorni di settembre. La questione tocca inevitabilmente l'Italia che aveva scommesso sul progetto della "Via della seta" e che adesso rischia di trovarsi in una situazione di forte imbarazzo con i suoi alleati tradizionali sulla linea da adottare nei confronti di Pechino. Intanto a Hong Kong riprendono i moti di protesta con la triste consapevolezza di una battaglia ormai definitivamente perduta.
 
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