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Se in Corea del Nord il potere è femmina

La brusca rottura delle relazioni con Seul è collegata alla crescita dell'influenza della sorella del leader

Rocco Cangelosi 17/06/2020

Se in Corea del Nord il potere è femmina Se in Corea del Nord il potere è femmina La guerra è finita. Con queste parole, pronunciate in una dichiarazione congiunta, il leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente sudcoreano Moon Jae In poco più di due anni fa davano al mondo l’annuncio della fine della guerra coreana e la trasformazione dell'armistizio in un vero e proprio trattato di pace da stipularsi entro il 2018. Ma come si sa di buone intenzioni è lastricata la via dell'Inferno e in poco tempo la situazione è radicalmente cambiata, mandando letteralmente in fumo il palazzo di rappresentanza delle relazioni intercoreane  situato a  Kaesong, nella zona demilitarizzara simbolo della riconciliazione tra le due Coree. Apparentemente, si tratterebbe di una reazione al lancio di palloncini propagandistici ad opera di rifugiati nordcoreani e organizzazioni non governative sud coreane  per  fare appello alla popolazione contro il regime dittatoriale di Pyongyang.
 
Ma molto più probabilmente è il segno di un cambio di potere all'Interno del regime, dove la sorella del Presidente nord coreano,Kim Yo Yong sta acquistando una sempre maggiore influenza. La latitanza di Kim Jong Un,attribuita a una infermità che lo avrebbe temporaneamente tenuto lontano dal palazzo presidenziale, non basta a spiegare la rinuncia a quella visibilità mediatica alla quale  il dittatore ha sempre tenuto. Vari motivi potrebbero essere alla base di un inasprimento delle relazioni con la Corea del Sud, a cominciare da una situazione economica sempre più drammatica a causa delle sanzioni e resa ancora più difficile dalla pandemia Covid di cui poco o niente si sa nella Corea del Nord. Ma intanto la tensione  cresce e le truppe  nordcoreane  si riposizionano a ridosso della zona smilitarizzata, mentre la potente sorella del premier respinge la proposta di Seoul di mandare a Pyongyang  inviati speciali  per riavviare il dialogo. 
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