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Boris e Dominic, il patto di potere

La lealtÓ in politica in quel di Londra

Maria Grazia Enardu 28/05/2020

Boris e Dominic, il patto di potere Boris e Dominic, il patto di potere Di Boris Johnson si dice che è leale verso gli amici, li difende sempre, ma non che è leale e basta, perché non lo è. Non erga omnes e verso la legge, Boris ha una visione ristretta, ad personam. Chi si considera fedele a qualcuno a prescindere rischia però di obbedire a un Hitler o a un capomafia. Nel legame tra Johnson e Dominic Cummings (più intelligente, dicono a Oxford) c'è qualcosa di particolare. In chimica si chiama catalizzatore ed accelera le reazioni. I due hanno fatto la campagna del Brexit del 2016, seminando bugie e divisioni. Poi hanno messo su la macchina delle elezioni del 2019, il botto di promesse e di seggi Tory, grazie a un impresentabile Labour. Hanno talento per le invenzioni, le balle girate in slogan. Theresa May (ve la ricordate?) aveva un governo a modo suo competente, ma Johnson ne ha messo insieme uno che deve solo non fargli ombra, e dietro c'è Cummings, spalla o burattinaio, dipende dai momenti. Che terrorizza tutti, a male parole o con soavi maniere, le versioni divergono. Allo scopo di chiudere il Brexit, salpare liberi e rifondare il Regno, chissà se Unito. Poteva andare, bastava far saltare l'estensione, da decidere a giugno, e avviarsi trionfanti al dicembre finale.
 
Invece è arrivato il virus e ha colpito pure i due sodali, che lo avevano presentato quasi come un nuovo Brexit, avanti tutta ad majora. Purtroppo lo stratega Cummings ha sbagliato tattica, si è messo in auto verso il nord aggirando i divieti che aveva scritto. Però lo hanno visto, chiamando pure la polizia. Johnson lo ha difeso spendendo tutto, Cummings è apparso in una stolida conferenza stampa e ripetuto frasi senza senso. I ministri sono un coro di pappagalli, mezzo partito lo vuole morto, l'altro mezzo spera in un’amnesia generale. Intorno, 60 milioni di sudditi relativamente obbedienti alle regole anticovid ma furiosi con chi se ne ritiene esentato, anzi immunizzato per vicinanza al potere. Se ne ricorderanno.
 
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