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Covid-19, non basta a Trump la risoluzione Oms

La Cina Ŕ uscita indenne dall'assemblea dell'organizzazione sanitaria

Rocco Cangelosi 21/05/2020

  Covid-19, non basta a Trump la risoluzione Oms Covid-19, non basta a Trump la risoluzione Oms Non è esattamente il genere di risoluzione che si attendeva Trump che voleva inchiodare Pechino alle sue responsabilità per i ritardi nella denuncia dello scoppio della pandemia a Wuhan. Tutto sommato la Cina è uscita indenne dal lungo dibattito in seno alla OMS conclusosi con l'approvazione da parte dei 194 Paesi membri dell'organizzazione, tra cui gli Usa, di una risoluzione alquanto anodina proposta dalla UE, che si limita a richiedere una “valutazione imparziale, indipendente ed esaustiva” della ”risposta coordinata dall'Oms”.  L'esame va avviato “al primo momento opportuno” e deve riguardare in particolare “l'efficacia dei meccanismi a disposizione dell'Oms; il contributo dell'Oms agli sforzi dell'Onu; le azioni dell'Oms e la loro tempistica rispetto alla pandemia di Covid-19”.
 
Per ottenere questo risultato, che  evita alla Cina il banco degli imputati, Xi Jinping  non ha esitato a metterci tutto il suo peso politico  intervenendo direttamente in remoto  all'assemblea dell'Oms, per sottolineare da una parte l'impegno e la correttezza della Cina nel combattere il Coronavirus e  dall'altra il sostegno alle attività dell'OMS, alla quale il Governo di Pechino devolverà un contributo straordinario di 2 miliardi di dollari per interventi destinati alla ricerca e alle cure contro il virus soprattutto nei paesi africani meno sviluppati.
 
L'intervento del Presidente cinese rientra nel quadro della grande offensiva diplomatica condotta dalle autorità di Pechino per mantenere intatto il prestigio del Paese, ergendosi a paladino dell'umanità con l'impegno a condividere il vaccino, ove venisse trovato dai laboratori cinesi, e a protettore dei paesi meno sviluppati soprattutto africani che ricadono nella sfera di influenza cinese.
 
Ma Trump non ci sta e risponde duramente con una lettera di quattro pagine, reiterando le gravi accuse nei confronti di Pecchino che con la copertura dell'OMS avrebbe colpevolmente tardato nel denunciare lo scoppio della pandemia. Trump minaccia pertanto di sospendere definitivamente il sostegno all’Oms. Una reazione quasi isterica, che mette in evidenza il graduale isolamento americano in una battaglia combattuta in larga parte sulla base di supposizioni e sospetti, e determinata soprattutto da ragioni di natura elettorale in vista delle presidenziali di novembre.
 
La gestione a dir poco spericolata se non irresponsabile da parte del Presidente americano del contagio negli Stati Uniti che ha provocato un numero di morti   ormai vicino alle centomila unità, è oggetto di pesanti critiche da parte della intellighenzia americana e dell'opinione pubblica più qualificata. La discesa in campo di Obama ha reso ancora più difficile la posizione di Trump, che non sa più come cavarsi di impaccio. Per questo scarica tutte le responsabilità sulla Cina, banalizza i rimedi contro il Coronavirus dichiarando di prendere regolarmente gli antimalarici e punta tutto ormai sulla scoperta del vaccino che potrebbe consentirgli di gridare al mondo ancora una volta" America first".
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