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Un virus che colpisce a distanza

Corea e Italia, cosý simili, cosý diverse

Giuseppe Roma 16/03/2020

Un'opera di sanificazione in Corea del Sud Un'opera di sanificazione in Corea del Sud Per dirla con Canetti "nulla è al riparo dalla sorte", e fra Italia e Corea del Sud deve esserci qualche casuale intreccio in questa malaugurata congiuntura sanitaria. Dopo la Cina, focolaio d'origine, i due paesi dove ufficialmente si registrano più casi di persone affette da Covid-19 sono proprio Italia e Corea che, peraltro, il sorteggio della Coppa Davis di tennis ha fatto giocare a Cagliari a porte chiuse in piena emergenza epidemica. Fra i due paesi non mancano le similitudini: si tratta di due penisole, con un'economia manifatturiera, vicine per dimensioni demografiche (60milioni noi italiani contro 50), Pil (noi ottava economia, undicesima quella coreana) e persino per religione (i cristiani in Corea sono più dei buddisti). Tuttavia, oltre alla distanza dal primo focolaio, molte sono le differenze. Lo straordinario racconto cinematografico offerto dal film premio Oscar Parasite le ha rappresentate bene soprattutto sotto il profilo della crudezza del modello di vita. Da un punto di vista strettamente economico la Corea presenta qualche vantaggio rispetto all'Italia.
 
Intanto, cresce fra il 2 e 3% annuo e, secondo l'Ocse, nel 2020 il suo Pil si prevedeva, prima dell'epidemia, aumentasse di un ulteriore 2,3% contro una nostra sostanziale stagnazione. La disoccupazione è al 3,6%, la domanda interna ha una dinamica cinque volte maggiore della nostra e alla ricerca destinano il 4,5% del Pil (noi l'1,4%). Quali prevedibili conseguenze potrà avere il rallentamento degli scambi sulle due economie? L'export coreano vale il 40% del Pil (29% per l’Italia) mentre gli arrivi di turisti stranieri nel 2018 sono stati 15 milioni in Corea e 62 milioni da noi. Peseranno di più, nel paese asiatico, le restrizioni indispensabili ad arginare il virus, come la chiusura delle fabbriche e l'interruzione delle supply chain industriali. Ma certo il colpo al nostro turismo ha dimensioni e durata incommensurabili con la situazione coreana. Resta un mistero come Covid-19 si sia potuto propagare in proporzioni simili in un paese confinante a quello d'origine e nel nostro distante 9mila chilometri. Agli scienziati il compito di scoprirlo. Per ora non possiamo che attribuirla al fato.
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