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In Usa tempo di vendette, tempo di voto

Il presidente Trump e la partita del Senato

Maria Grazia Enardu 11/02/2020

In Usa tempo di vendette, tempo di voto In Usa tempo di vendette, tempo di voto L'impeachment è archiviato, un colonnello e un ambasciatore che avevano riferito della telefonata di Trump al primo ministro ucraino sono stati rimossi dagli incarichi da un Trump trionfante e pedagogico - che nessuno ci riprovi. In verità, la battaglia non era sull'impeachment, ma sull'audizione al Senato dei testimoni chiave. Ci volevano 4 repubblicani disposti a votare come i democratici, ma alla fine ce n'era solo uno. Parte anche la vendetta democratica, contro 3 senatori repubblicani che a novembre si ripresentano in seggi marginali. Due PAC democratici, comitati per raccogliere fondi, si muoveranno contro quei 3, che si sono barcamenati e poi hanno deciso a favore di Trump. A novembre si vota:  per la Casa Bianca; per tutta la Camera, che si prevede di nuovo a maggioranza democratica; per un terzo del Senato, dove il mandato dura 6 anni e si elegge la "classe II",  scaglione di 33 seggi sui 100 totali. Gruppo scandagliato con cura, oggi i repubblicani sono 53, se perdessero 4 seggi sarebbe tutt'altra partita. 
 
La Classe II comprende 12 democratici e 21 repubblicani. Ogni situazione è locale ma concentrare gli sforzi dei democratici su alcuni seggi, compresi i 3 marginali, è strategia per la vera guerra. Che è per il Senato: senza una propria maggioranza,  un democratico alla Casa Bianca sarebbe azzoppato come Obama. Se tornasse Trump, un Senato ostile (e lo sarebbe davvero) dovrebbe contenerlo - ma l'uomo è incontenibile. La Classe II vede seggi solidi, degli uni e degli altri, ma 3 repubblicani hanno annunciato la rinuncia alla rielezione. Bastano pochi seggi per un Senato diverso, sebbene gli ostacoli siano grossi: distretti sghembi, accesso e affluenza al voto difficili in molti Stati. I senatori di Trump hanno agito per tornaconto e paura, i democratici non hanno ancora trovato il candidato, ma a novembre toccherà agli elettori scegliere, tra repubblica e impero. 
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