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Trump e i militari, uniti in tv e divisi su tutto

Sullo sfondo della crisi iraniana, del mezzo ritiro dalla Siria e dell'abbandono dei curdi

Maria Grazia Enardu 09/01/2020

Donald Trump Donald Trump Trump ha parlato all'America, cioè al mondo, dell'Iran. Di solito, si presenta con il vice Pence e il segretario di Stato Pompeo. Stavolta c'erano pure il ministro della Difesa, Elser, e almeno sei generali. Neanche Putin lo fa più. Ha detto che mai l'Iran avrà il nucleare, che è il nemico e le sanzioni si induriranno, ma che l'America vuole la pace. In mezzo ci ha messo ricostruzioni "á la Trump". Per mille rivoli, i generali che si è portato dietro raccontano un'altra storia. Trump ha fatto fuori, in vario modo, i generali che aveva voluto mettere al governo. Poi, dal Pentagono c'è stato un esodo, sei alti ufficiali nell'ultimo mese, uno (il capo di gabinetto) poco prima dell'assassinio di Soleimani e per aperto dissenso. Oltre il Pentagono, era contrario Elser, che è uomo di Trump ma non del tutto. La decisione è stata invece appoggiata da Pence, che dice sempre sì per farsi confermare, e da Pompeo, che mescola muscoli e fede millenarista: crede che l'apocalisse sia cosa buona.
 
I militari Usa sono in crisi da tempo, Trump è imprevedibile, "antistrategico" e gli ultimi mesi hanno pure visto un mezzo ritiro dal nord della Siria, con abbandono degli alleati curdi, decisione definita vergognosa dai soldati. Trump pensa alle elezioni di novembre e vuole riportare i ragazzi a casa, ma per i militari l'idea di lasciare la missione a metà è impensabile e annulla ogni vera strategia. E poi c'è la distruzione della credibilità, fattore politico ma anche militare perché solo un rapporto solido può creare attiva collaborazione con i soldati di paesi alleati. Altrimenti sono solo chiacchiere. Trump ha quindi parlato avendo come sfondo uomini che lo avversano e  cercano di fermarlo, in silenzio perché sono in divisa e non civili. A lasciarlo fare, Donald arriverebbe con la valigetta dei codici nucleari e la lancerebbe in aria festoso. Già, questo era un film, anzi una profezia.
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