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Brexit, un fine 2020 pieno di suspence

Johnson vuole una legge per impegnarlo a mantenere la scadenza dell'uscita dal periodo transitorio

Riccardo Perissich 18/12/2019

Brexit, un fine 2020 pieno di suspence Brexit, un fine 2020 pieno di suspence Boris Johnson (BoJo) non cessa di sorprendere. Dopo il trionfo elettorale, molti si aspettavano che l’affermazione di non voler a nessun costo prorogare la scadenza del 31 dicembre 2020 come termine del periodo transitorio negoziato con l’Ue si sarebbe dimostrata un’altra delle sue promesse non mantenute. Invece arriva l’annuncio che BoJo chiederà alla sua maggioranza di votare una legge che gli imporrà di non chiedere una proroga. In pratica, farsi imporre dalla propria maggioranza di non fare una cosa che a parole ha già escluso. Bizzarro no? Ci sono tre possibili spiegazioni fra loro compatibili. La prima è che l’ala dura e ideologica del partito ha buone ragioni per non fidarsi degli impegni di un noto mentitore. La maggioranza di 80 seggi di cui dispone dovrebbe permettergli di fare a meno, ma Boris forse pensa che il tradimento è prematuro. Del resto, ma questo lo sanno tutti, una legge può essere modificata da una successiva.
 
La seconda è che BoJo sia consapevole di non poter negoziare nulla di ambizioso in un periodo così breve, ma che appunto abbia deciso che gli conviene un accordo minimo che gli lascierebbe le mani libere. La terza spiegazione è che l’impegno a terminare tutto in meno di un anno è destinato a mettere paura a noi e forzarci a fare concessioni. Theresa May, pensano molti suoi collaboratori, non aveva gli attributi; ora la musica cambia. Se le cose stanno così, sarebbe un’altra prova dell’arroganza di chi non capisce nulla del continente. Il nostro interesse a restare uniti è primordiale. Soprattutto, i risultati dei negoziati intervenuti finora non erano dovuti alla debolezza di May, ma ai rapporti di forza, che non sono cambiati. Chi ha la responsabilità dell’industria e dei servizi si incaricherà di ricordargli che gli interessi economici del Paese dipendono da un rapporto stretto con l’Europa. Ci aspetta quindi un Natale 2020 con volteggi e acrobazie; speriamo anche con una rete di sicurezza.
 
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