Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Dalla caduta del Muro di Berlino ai nuovi muri

Le speranze di un'Europa di nuovo unita ostacolate dai sovranismi

Rocco Cangelosi 07/11/2019

Dalla caduta del Muro di Berlino ai nuovi muri Dalla caduta del Muro di Berlino ai nuovi muri La caduta del Muro di Berlino, di cui sabato 9 si celebra il trentennale, viene generalmente ricordata come lo spartiacque che segna la fine della Guerra fredda, la caduta dell'impero sovietico, la fine delle ideologie. Ma essa rappresenta soprattutto la riunificazione del continente europeo, che per oltre cinquant'anni era rimasto diviso dalla cortina di ferro , consentendo di rimarginare la profonda ferita che le vicende della storia avevano inferto a milioni di europei. Sarà la riunificazione delle due Germanie che innescherà il processo che porterà rapidamente alla caduta dei regimi filosovietici, che fino a pochi mesi prima sembrava impensabile e che molte cancellerie europee consideravano non del tutto auspicabile. Ma la storia non poteva essere fermata, né i governanti europei potevano restare indifferenti al fiume di persone che si riversava nelle piazze in nome della democrazia e della ritrovata libertà. La Germania pagherà il prezzo della rinuncia alla  sovranità monetaria e all’egemonia del marco in cambio della sua unità e delle grandi praterie offerte all’economia tedesca dalle nuove democrazie. Con la caduta del muro si avvia infatti il processo di allargamento che porterà alla firma del Trattato di Maastricht nel febbraio del 1992 e in pochi anni all'Europa a 27.
 
Fu un momento di grandi entusiasmi e di feconde speranze per la costruzione europea, che poteva sognare di trasformarsi rapidamente in una Federazione di Stati Nazione e su questo abbrivio dette inizio al processo di riforma che culminò nella firma a Roma nel 2004 del Trattato costituzionale. Ma di lì a poco tutte le speranze si infransero nei referenda francese e olandese del 2005, che segnarono il ritorno alla centralità dello Stato nazionale e la nascita dei movimenti populisti in tutta Europa, a partire proprio dai nuovi membri che avevano beneficiato del generoso sostegno politico ed economico dell'Ue. Nuovi muri sarebbero sorti ben presto in tutta Europa costruiti sulla base di ideologie sovraniste, per abbattere le quali oggi non può bastare il ricordo  di quel fatidico 9 novembre del 1989. Un compito che l'Europa uscita dalle elezioni parlamentari del maggio 2019 difficilmente potrà affrontare con un Parlamento dove i partiti europeisti raggiungono  a mala pena una fragile maggioranza, mentre la Commissione stenta a partire e  per ottenere il voto di fiducia dopo la bocciatura di tre Commissari dovrà giocare su sottili equilibrismi chiedendo di volta in volta sostegno ai partiti sovranisti.
Altre sull'argomento
La diversa convergenza a Est e Sud
La diversa convergenza a Est e Sud
La ex Germania orientale, a differenza del nostro Sud, ha recuperato ...
Altro parere
Altro parere
Qualcuno era comunista
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.