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Trump e i soldati Usa

Onore e disonore tra Siria e Arabia Saudita

Maria Grazia Enardu 25/10/2019

Donald Trump Donald Trump Il 7 ottobre, l'ordine di Trump di abbandonare i curdi di Siria all'attacco da parte dei turchi ha causato sgomento. I curdi si erano accorti, dal silenzio dei soldati Usa con loro, che c'era qualcosa di grave. I soldati sono andati via tra gli insulti degli alleati, e alcuni hanno espresso vergogna per quel che considerano un tradimento, oltre che una vittoria del nemico, l'Isis ma anche il regime di Assad, i russi e gli iraniani. Mentre i curdi, per ragioni imprescindibili, sono sempre soli e quindi affidabili per gli Usa.  Subito dopo, la notizia che truppe Usa sarebbero andate in Arabia Saudita, e meno male che Trump voleva riportare i ragazzi a casa. Una voce malevola li ha definiti mercenari inviati a proteggere gli amici e gli interessi sauditi. Ieri la beffa, il Pentagono (non Trump?!) rimanderà truppe in nord-est Siria, area curda, per proteggere i pozzi di petrolio.
 
Il gen. Mattis, fino a gennaio capo del Pentagono e poi licenziato anche lui, ha scritto un libro che non copre il periodo con Trump, e questo si chiama sgattaiolare. Ma si è infuriato per il libro di un subordinato, Snodgrass, sulle battaglie tra Trump e Mattis, con quadro devastante anche per Mattis. Militari di ogni grado, spesso in pensione ma non solo, contro un presidente repubblicano, è un paradosso. E sul New York Times appare un articolo di McRaven, ex ammiraglio e capo delle Operazioni Speciali, i Seal etc, quelli di bin Laden. Titolo: "La nostra Repubblica è sotto attacco del Presidente". Parla di soldati, dovere e alleati, della vergogna per gli attacchi di Trump all'intelligence e alle forze dell'ordine, ai diplomatici e alla stampa (bravo!). Dice che occorre un nuovo Presidente, ne va del destino della Repubblica, la soluzione è elettorale. La risposta politica dei fedeli di Trump è scomposta. Deputati repubblicani hanno invaso l'aula delle audizioni della Camera sulla vicenda Ucraina, mentre il ministero della Giustizia avvia un'indagine sull'indagine del Russiagate. Si vota tra un anno, una vita.
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