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Trump, i curdi e i repubblicani

La politica estera americana nel caos

Maria Grazia Enardu 09/10/2019

Donald Trump Donald Trump Dopo tre anni di mattane, compresi Russiagate e Ucraina, Trump ha infine scosso i repubblicani dal loro supino torpore. Vuole il ritiro di truppe Usa, circa mille uomini, dalla Siria, basta con soldati e spese all'estero, la sua base però non vuole. Cioè abbandonare i curdi di Siria, fedeli alleati da sempre (perché non hanno alternative), al loro destino, l'annunciata invasione turca. Erdogan è nemico dei curdi turchi, dice che sono terroristi, e pure di quelli di Siria e Iraq. Che i curdi siano divisi in rami poco solidali è un dettaglio, come pure che dalle rovine dell'Impero ottomano sia uscito di tutto ma non un Kurdistan. Donald non è interessato alla storia se non quando vuole farla, disfarla e soprattutto falsarla, meglio via tweet. I più fedeli alleati repubblicani sono insorti, compreso il Sen. Mitch McConnell, che aveva ingoiato intero il Russiagate. Dice che così si favorisce l'Isis (vero), il regime di Assad e l'Iran (vero) e la Russia (davvero?).
 
Trump ha reagito contro il fuoco amico minacciando Erdogan di sfracelli economici. Si sa che il Pentagono, o quel che ne resta, è basito, e il Dipartimento di Stato non ha aperto bocca. Le reazioni repubblicane hanno causato altri tweet di Trump che ha negato, aggiustato, creato altro caos. Con "incomparabile saggezza" ha elogiato i "valorosi" curdi, avranno soldi e armi. Contenti? Comunque, il vero messaggio riguarda tutti gli alleati Usa, soprattutto nel periglioso Medio Oriente. Oggi si va via dalla Siria, domani chissà. In Israele, dove sanno che la Siria è una scacchiera 3D, Netanyahu trema, quando si distrae un momento dai guai giudiziari e politici. I sauditi, dopo 4 anni di guerra in Yemen e il misterioso, cioè iraniano, attacco a una grossa raffineria, soffrono di resipiscenza. Si parla di contatti con l'arcinemico di Teheran, di certo più affidabile dell'amico Donald. In Europa invece segnano sulla lavagna, sperando nel cancellino.
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