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Germania: un piano verde tra luci e ombre

Nel programma da 100 miliardi molti incentivi (che si dovrebbero ripagare) e pochi investimenti diretti

Andrea Boitani 07/10/2019

Germania: un piano verde tra luci e ombre Germania: un piano verde tra luci e ombre Il governo tedesco ha varato un piano da 100 miliardi per consentire al paese di abbattere, entro il 2030,le emissioni inquinanti del 55% rispetto al livello del 1990 (dopo che la riduzione del 40% entro il 2020 è ormai fallita). Applausi. E ammonimenti: la Germania, saggia formichina, si può permettere un piano così ingente perché ha “spazio fiscale”, cioè ha realizzato surplus di bilancio pubblico quando l’economia cresceva e anche quando cresceva pochissimo, come nei primi sei mesi di quest’anno (2,7% del Pil, circa 45 miliardi di euro). Sottinteso: l’Italia, perenne cicala, non può permettersi niente del genere.
 
Da più parti (specie dal partito Verde, all’opposizione) il piano tedesco è stato bocciato come largamente insufficiente a centrare l’obiettivo dichiarato, sia per gli strumenti adottati che per l’entità complessiva (0,4% del Pil tedesco nei primi 4 anni, ancora meno nei successivi, salvo rimodulazioni). In realtà, il piano non fa neanche uso dello spazio fiscale disponibile. Il Ministro delle Finanze Scholz si è premurato di chiarire che l’impatto del piano sul bilancio sarà neutro: nessuno scostamento dal pareggio o addirittura dal surplus.
 
In effetti, per quanto se ne sa, il piano è composto più da misure di incentivo all’uso di energia pulita e di mezzi poco inquinanti (treni) e disincentivo dei carburanti fossili che di veri e propri investimenti per la riconversione green delle industrie e delle infrastrutture. Gli incentivi previsti dovrebbero ripagarsi con le tasse incassate. Niente o pochissima spesa diretta per investimenti green. Rimangono delusi quelli che contavano sulla svolta ecologica della Germania per un sostegno robusto alla debole congiuntura e per avviare un volano di crescita sostenibile del Pil potenziale nell’intera Eurozona, di cui la Germania è notoriamente magna pars.
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