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Le spie, il sicofante, l'amico di Putin

Trump ha nominato il nuovo capo dell'intelligence

Maria Grazia Enardu 01/08/2019

Le spie, il sicofante, l'amico di Putin Le spie, il sicofante, l'amico di Putin Il Director of National Intelligence ha il rango di ministro, coordina le varie agenzie, prepara il memo che ogni giorno viene dato al presidente Usa. Per ufficio, deve dirgli la verità. Trump aveva nominato nel 2017 Dan Coates, senatore repubblicano ed ambasciatore in Germania, approvato dal Senato con grande margine. Trump legge poco, ma ora vuole memo riformulati, la Cia e gli altri tenuti a briglie strette. Ha deciso di rimpiazzare Coates con John Ratcliffe, senatore del Texas senza esperienza, molto fedele, farà memo garbati. In molti, repubblicani compresi, hanno arruffato le penne, Ratcliffe rischia di non passare. Il perché lo ha rivelato Robert Mueller, il procuratore del Russiagate. In audizione al Congresso ha parlato poco, ma detto chiaro che le interferenze russe delle elezioni 2016 stanno continuando. Trump ha ordinato un'indagine punitiva sull'Fbi per aver aperto l’inchiesta e ora vuole chiudere la porta ad info su attività russe a suo favore. Anzi ha detto, serio perché faceto, che ci spera. 
 
La Cia non l'ha presa bene e non può parlare, le opinioni però filtrano. È demoralizzata ma intenzionata a proseguire nella sua missione, il che suona bene o male, dipende. Comunque, se Trump degrada la qualità dell'intelligence che teoricamente gli arriva, ancora più grave è il rischio internazionale. La Cia e le agenzie Usa sono al centro di una rete di intelligence occidentale, in un ruolo guida che ora è in pericolo, rischiano di essere tagliate fuori su questioni cruciali. La nomina di Ratcliffe è infatti un calcio a chiunque disturbi il manovratore, che punta alla rielezione in qualunque modo. Questo si incrocia col no del Senato repubblicano a ben 4 leggi per garantire la sicurezza del voto. Il leader Mitchell McConnell, allineato a Trump, è così diventato "Moscow Mitch" e si è arrabbiato. Però, se nel 2016 lo potevamo chiamare aiutino giusto per provare, nel 2020 sa di tradimento.
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