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La calda estate di Donald

Dalla conflittualitÓ con l'Iran agli strascichi del Russiagate

Maria Grazia Enardu 29/07/2019

Donald Trump Donald Trump Le estati di Trump sono sempre calde, come gli inverni. Questa ha forti bollori, dalle liti commerciali a quelle nucleari, e due principali settori, uno estero e uno interno. Il Medio Oriente asiatico, con focus primario nel Golfo Persico. Ci passa il petrolio dei sauditi e dei paesi adiacenti, venduto non agli Usa ma al resto del mondo, alleati e avversari. C'è anche il petrolio dell'Iran, teoricamente sanzionato, e Teheran cerca di placcare le petroliere altrui. La Quinta Flotta Usa, con base in Bahrein, copre l'arco da Somalia a Pakistan, gli inglesi tengono poche unità, gli europei pure e hanno visioni diverse. Sotto, ci sono i sottomarini, pure israeliani. Non possono rischiare una guerra con l'Iran ma nemmeno una ritorsione che blocchi le rotte. Inoltre, il Pentagono è senza un titolare, dopo l'addio di Mattis a dicembre nessuno ha passato il vaglio del Congresso. E Trump ha appena licenziato Dan Coats, capo dell'intelligence che lo contraddiceva, e ha dato il posto a un suo fedelissimo.
 
Sul fronte interno, delusa la speranza che Mueller, del Russiagate, parlasse chiaro alle commissioni del Congresso, i democratici più giovani e più esasperati cercano una via per l'impeachment. La saggia leader Nancy Pelosi è contraria, non è il momento giusto, non ci sono i numeri, sia al Congresso sia nel paese. Ora è la commissione Giustizia della Camera a seguire il consiglio di Mueller, leggete il rapporto. E vuole vedere i documenti del Gran Giurì su uno dei rami di indagine. Procedura insolita, ma questo è il gioco, percorrere i sentieri alla ricerca di fatti, di reati ascrivibili a Trump e ai suoi. Trump è già in campagna elettorale, è razzista quindi accusa i neri di esserlo, sa che la sua base è fedele. Pelosi ha un anno per far perdere le elezioni a Trump senza impeachment, rafforzare la Camera e picconare il Senato. Vuole anche lei un'estate calda ma a fuoco lento, per evitare incendi devastanti per tutti.
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